Ho approfittato dell’affetto che lega le nostre famiglie per fare una chiacchierata con Jimmy Foderà, riberese di nascita e residente nel New Jersey fin da quando aveva undici anni. Ho fatto qualche domanda a Jimmy per raccontare, a chi già non lo sapesse, della realtà riberese d’oltreoceano. Vista la massiccia presenza di riberesi ad Elizabeth ho pensato fosse doveroso parlare dei nostri concittadini che, sebbene vivano dall’altra parte del mondo, portano sempre nel cuore Ribera. E il Ribera Club è nato, e continua a vivere, proprio grazie all’attaccamento nei confronti della terra d’origine che migliaia di riberesi hanno lasciato molti anni addietro. Ma pur rimanendo legato alle origini, Jimmy, così come tutti gli altri, si è inserito nella nuova realtà costruendosi una propria strada lavorativa e affettiva.
Mi racconta che il primo Ribera Club fu fondato nel lontano 1928, con sede però a Manhattan. Nel corso degli anni, ovviamente, il Club ha subito dei cambiamenti e dei miglioramenti. L’attuale Club, sito a Palmer Street ad Elizabeth, conta circa 140 soci. Jimmy ricopre la carica di Tesoriere, mentre l’attuale Presidente è Gioacchino Marabella subentrato a Pietro Agliata. Il Vice – Presidente è Joe Guarraci, e il Segretario è Vincenzo Taglialavori. I soci del Club non sono solo riberesi ma anche provenienti dal resto della provincia di Agrigento.
Come dicevo prima, con il tempo il Club ha subito dei cambiamenti. Infatti, dal 2007 si è dotato di un proprio statuto e di una nuova sede. Prima di ciò il Club si sosteneva tramite offerte libere, mentre adesso tutti i soci sono azionisti. L’attuale sede sorge su un terreno comunale che era stato messo all’asta e acquistato dai soci. In metà terreno gli stessi soci hanno costruito una casa che successivamente è stata rivenduta. Il tutto per poter finanziare la nascita del nuovo Club strutturato su due piani. Il secondo piano viene affittato per ricevimenti, in modo da poter sostenere le svariate spese.
Per quanto riguarda gli appuntamenti fissi, è usanza tra i soci organizzare il cosiddetto “Annual Picnic”, un occasione per riunire tutte le famiglie presenti nel Paese. Oltre al picnic, si svolgeva, oggi non più, un ballo annuale durante il quale venivano assegnate due borse di studio a ragazzi, figli di soci, che avevano dato prova di essere più meritevoli.
Il 2002 è l’anno in cui ricorre il ventesimo anniversario del gemellaggio tra la città di Ribera e la città di Elizabeth. Per l’occasione, il sindaco di Elizabeth, Chris Bollwage, insieme ad una delegazione, prende parte ai festeggiamenti promossi dal Comune di Ribera per confermare il forte legame tra le due città.
“Il sindaco Bollwage – dice Jimmy – da sempre partecipa attivamente alla vita del club, e durante la sua visita a Ribera è rimasto colpito dall’accoglienza ricevuta”. Ricordiamo anche una più recente visita, nel 2012, del sindaco di Carteret (NJ) Daniel J. Reiman e dell’allora Presidente del Ribera Club Pietro Agliata, i quali sono stati accolti dal sindaco Carmelo Pace e dall’amministrazione tutta.
Jimmy ci tiene a sottolineare i solidi rapporti anche con i riberesi residenti a Montreal, con i quali spesso si riuniscono per la classica partita di calcio.
Jimmy non nasconde un po’ di preoccupazione per il futuro del Club: “Le nuove generazioni, per ovvie ragioni, sentono meno l’attaccamento al nostro Paese di origine. I giovani, nella maggior parte dei casi, studiano e lavorano fuori Elizabeth, quindi sarà difficile in un futuro mantenere vivo il Club”.
In prima persona posso testimoniare l’affetto con cui si viene accolti ad Elizabeth. Per le strade e al bar si respira aria di casa, come se non si fosse partiti veramente del tutto. Il tuo arrivo è atteso da tutti con trepidazione, e tutti fanno a gara per invitarti a pranzo o per portarti in giro.
Non importa se ti conoscono da sempre o è la prima volta che ti vedono, quello che conta è che sei riberese e puoi dare loro modo di dimostrare l’affetto che provano e avere l’occasione di sentirsi più vicini.
Lo stesso affetto è ricambiato quando loro, siano essi parenti o amici, ritornano a Ribera per trascorrere qualche giorno di vacanza.
Alla fine della piacevole chiacchierata colgo l’occasione per raccontare a Jimmy dell’articolo che tempo fa ho scritto sui parenti americani che vengono in vacanza a Ribera. I riberesi che ospitano parenti e amici d’oltreoceano concorderanno con me nel dire che le loro visite sono sempre un piacere. È come se portassero una ventata di aria pura con i loro racconti di vita americana. La gioia nel rivederli è tanta, ma ammettiamolo, anche la gioia di poter mangiare burro d’arachidi e marshmallows. Durante il periodo delle loro visite, cerchiamo di mettere in fila due o tre parole in inglese. Non ce ne sarebbe bisogno visto che tutti parlano il siciliano, però cerchiamo di sfruttare l’occasione per conversare e magari farci aiutare ad arricchire il nostro vocabolario. Però fate attenzione, perché se parlate con un riberese purosangue, soprattutto di una certa età, il suo americano porta spesso con sè, per non dire sempre, le influenze del dialetto riberese. Ecco una lista di vocaboli che ho provato a mettere insieme, vocaboli che cambiano dall’inglese al siculo-americano.
Yard (giardino) → Yarda; Paint (pitturare/dipingere) → Pintare; Garbage (spazzatura) → Garbiggiu;
Truck (camion) → Truccu; Steak (bistecca) →Stecca; Lock the door (chiudi la porta) →Allacca la porta;
Meatball (polpetta) →Mitibolli; Basement (cantina) →Basamento; Car (macchina) →Carru; Manager (dirigente) →Managero; Sandwich (tramezzino) →Sanwicciu; Farm (fattoria) →Farma; Mop (mocio) →Mappa; Club →Clabbu; Washing machine (lavatrice) →Mascina; Cake (torta) →Checca; Baking powder (lievito) →Bekinpaur; Job (lavoro) →Giobba; Park (parcheggiare) →Parcare; Elevator (ascensore) →Eleveru; Business (affari) →Bissinisi; Bag (borsa) →Beca.
E concludo con il ricordo di mio nonno che giornalmente controllava il valore del dollaro perché a lui arrivava la “cecca” dall’America, il check, ovvero l’assegno.






