Desidero iniziare questa intervista confessando di essere molto legato ai pittori di Calapanama che per la Sicilia rappresentano una vera novità, un esempio raro di far Arte e Cultura en plein air per il territorio sottoforma di volontariato. Mariella Ramondo è una pittrice carica di vitalità,di fantasia, di “religiosa”intuizione artistica. E’ una personalità complessa e sognante. Da anni porta avanti un discorso estetico affascinante, sostenuto da una notevole esperienza tecnica. La sua è una pittura completa in cui la visione esalta il bello al di fuori degli schemi convenzionali» come ha scritto (A. Forti). E’ un’artista, che vede, immagina e descrive compiutamente il ciclo di vita legato alla natura, alla famiglia, alla maternità, che diventano motivi di riflessione ed invitano ad andare al di là del presente, e sa cogliere l’armonia dei colori, la luce che illumina ogni sua opera d’arte, i suoi dipinti diventano icone che ispirano sentimenti e portano a considerare il vero valore della vita e della creatività… come ha scritto (Saverio La Paglia). I suoi quadri si trovano in molti musei e chiese e Santuari in Italia e all’estero, a Tunisi e in Romania e in Spagna. Il 9 di Maggio Mariella Ramondo donerà un quadro sulle solfatare al comune di Comitini da una proposta del poeta Piero Carbone che ha dichiarato quanto segue: “Il quadro su tela jeans Fatica, storie e preghiere di Mariella Ramondo, dedicato al lavoro nelle miniere, trova la sua naturale collocazione nel Museo della Storia Mineraria di Comitini che si trova all’interno del Parco delle Zolfare. Il piccolo centro dell’agrigentino ha un cuore grande perché onora le proprie radici e le sublima con l’arte. Vi è corrispondenza con il quadro realizzato su tela jeans o denim originariamente utilizzata dai minatori, promossa da Goldschmied a strumento di creatività nell’area del fashion, valorizzata dalla Pittrice per rendere onore e memoria alla fatica dei lavoratori delle miniere.”. Durante la consegna del quadro Salvatore Milano leggerà due preghiere del minatore. Ma andiamo a conoscere Mariella da vicino…

-Quando nasce la tua passione per la pittura?
Sin da bambina amavo disegnare e lavorare sui grandi cartelloni. A undici anni in prima media la Prof. Di disegno Vincici assegnò il compito di rappresentare la Cala, ed io senza perdere tempo, con i colori a spirito. Tracciai una grande curva sul foglio d’album dove ho rappresentato la strada della Cala che costeggiava il mare pieno di barche. Ai bordi della strada c’era un camioncino con tante angurie. Sono stata la prima a consegnare il disegno. La professoressa fu contentissima lo mostrò alle colleghe .Da quel giorno ho sempre preso 10 in disegno.
-Quando hai avuto la prima matita tra le mani cosa hai disegnato?
Ho copiato tutto quello che vedevo illustrato nel mio libro di Lettura.
-Quali sono le qualità che deve possedere un pittore?
Penso all’umiltà, infatti quando ho frequentato la scuola libera del nudo e dell’incisione presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, il Prof. Ninni Sacco ci diceva sempre: “SIATE UMILI!”.
– Perché i pittori del passato partivano per la Francia e sceglievano proprio Parigi?
Quello secondo me era il punto d’incontro tra gli artisti di un certo spessore…
-Molti artisti del passato hanno avuto una vita travagliata e sono morti in povertà… Come si spiega tutto ciò?
E’ un falso mito, perché chi aveva le qualità, se era supportato da un mecenate, dalla Chiesa o da nobili, era molto richiesto. Ancora oggi la storia si ripete: se non hai chi ti valorizza, anche se sei bravo non vai da nessuna parte!
-Cosa ha rappresentato per te il murale della legalità?
Oltre ad essere stato un momento di aggregazione artistica, è stato doveroso e commovente realizzare le opere, per rendere omaggio ai caduti scomparsi per mano della mafia e soprattutto per “mantenere viva la loro memoria per le nuove generazioni”.

-Come hai vissuto l’esperienza con i pittori di Calapanama?
Con gli Artisti dei Calapanama, abbiamo realizzato molte cose fra cui il muro della legalità, che è stata una grande esperienza, vissuta come arricchimento, artisticamente e umanamente. Mentre eravamo impegnati a dipingere il muro, passavano amici e parenti delle vittime che si commuovevano nel riveder rivivere i loro cari! Alcuni ci chiedevano di rappresentare il padre o il marito, o perché non era stato inserito nel progetto… La moglie di Ninni Cassarà, Laura Iacovoni mi ha posto una domanda precisa, essendo stata testimone del tragico agguato avvenuto sotto la loro abitazione il 6 agosto del 1985.
-Chi è il tuo pittore di riferimento?
Monet:il fondatore dell’impressionismo francese, famoso per avere catturato la luce e la natura (le ninfee), e poi Marc Chagall: pittore modernista d’avanguardia, celebre per il suo stile onirico: nelle sue tele voliamo insieme ad amanti sospesi e violinisti. Guttuso: pittore neorealista siciliano: lo ammiro per i suoi colori forti e solari che esaltano la nostra terra di Sicilia.
– C’è un disegno che non rifaresti e uno al quale sei profondamente legata ?
No, non c’è un disegno che non rifarei, perché tutto il lavoro che ho fatto anche se non è riuscito come avrei voluto, mi è servito d’esercizio e per capiregli errori precedenti.Sono profondamente legata all’opera dedicata al film ”LA STRANEZZA” del regista Roberto Andò che ha partecipato alla Mostra collettiva organizzata dall’Associazione dei pittori di Calapanama. Ho scelto questa tematica perché parla del grande scrittore agrigentino Luigi Pirandello. Avevo letto molto delle sue opere che sono cariche di tristezza e ambiguità e che vengono rappresentate nei teatri e prendono vita con i personaggi che si nascondono con maestria dietro le maschere! Proprio perché ho tanto ammirato il Pirandello, anni prima ho realizzato una mostra personale dedicata ad alcune tra le sue opere principali.

-L’intelligenza artificiale e la pittura possono convivere?
L’intelligenza artificiale non contiene emozioni! La pittura se è interpretata con il
cuore, ha un anima!
-Quali sono i colori della tua tavolozza?
La mia tavolozza si distingue in vari periodi: in Accademia, prediligevo il giallo di Napoli rossastro e il blu reale chiaro ( madre e figlia in piedi). Successivamente nella personale OLTRE IL BATTITO DELLE ALI passavo dalla solarità della luce fino al blu della notte. Nel periodo informale i bruni erano prevalenti e nel periodo delle api i colori caldi. Adesso con i Calapanama ho realizzato delle opere che partono da un fondo Rosso, da un atmosfera di calore e di allegria.
-Quali sono i temi dei tuoi lavori?
Sono vari, ultimamente mi sono dedicata ai ritratti, ho avuto il periodo dei capezzali, degli informali, delle api, della rappresentazione di brani del Vangelo e quando ho frequentato l’accademia, c’è stato il periodo della modella Alice, che ho pure rappresentata su lastra radiografica e su tela jeans. Amo sperimentare ! Dicono di me che sono eclettica e versatile.

– Qual è la differenza tra un pittore ed un fotografo?
Sono due tecniche diverse, ma entrambi importanti, è necessario che ci sia molto studio e molto talento.
-Hai mai disegnato nature morte?
Si, ho dipinto e venduto tante nature morte!
-Riavvolgendo il nastro della tua vita, rifaresti le cose che hai fatto?
Si, lo rifarei!
-Come trascorri il tempo libero quando non dipingi?
Mi dedico al giardinaggio, alle belle passeggiate con mio marito e i suoi cani. Amo tanto stare con i miei figli e i nipotini.
-“Il pittore è un poeta, se non è poeta non è pittore!” Ti riconosci in questa frase di Ignazio Buttitta?
Ignazio Buttitta è stato un grande poeta! Mi hai fatto ricordare che più di venti anni fa ho realizzato un fumetto sulla sua poesia “UN SECULU RI STORIA” dove poesia e pittura si fondevano! Ancora oggi in alcune Mostre tra le mie tele troverete qualche verso che mi appartiene…
-Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Vorrei raggiungere un traguardo, arrivare a cinquanta mostre personali: ne ho già fatte quaranta ed ho già in mente un paio di temi! Sono arrivata a cinquanta mostre… Se avrò le forze riprenderò altri progetti per arrivare a sessanta e cosi via fino a che Dio lo vorrà.

Biografia
Mariela Ramondo è nata a Bompietro nel 1953. Ha partecipato a diverse mostre personali e collettive, estemporanee di pittura, riscuotendo riconoscimenti e premi. Presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo approfondisce la pittura del nudo e la tecnica dell’incisione. Ha inoltre partecipato al corso d’icona presso la scuola Archeosofica (Palermo, Maggio 2004) ed al Workshop “Incisione sostenibile e introduzione del film fotopolimero” presso accademia delle belle arti di Palermo. “La pittura della Ramondo e una pittura ambivalente….. nello stesso spazio euclideo che è quello della tela riesce a riprodurre due elementi apparentemente antitetici ovvero il paesaggio che si vede e si riproduce con gli occhi e contemporaneamente il paesaggio che si sente e si riproduce con l’anima … realtà visiva reale e immaginata questo è il miracolo dell’arte, saper riprodurre nello stesso spazio due momenti emotivi diversi: l’immaginazione e la realtà” (Tanino Bonifacio). “I suoi dipinti spaziano a 360° sulla realtà che quotidianamente è sotto i nostri occhi”…Ha partecipato a diverse collettive, bipersonali e realizzato 40 mostre personali- “I suoi dipinti spaziano a 360° sulla realtà che quotidianamente è sotto i nostri occhi”…
Un ringraziamento al fotografo-scrittore Salvatore Indelicato per la didascalia nella foto che sarà consegnata al comune di Comitini.






