Alla presenza di un pubblico attentissimo Racalmuto ha conferito la cittadinanza onoraria a Salvatore Ferlita, professore ordinario di Letteratura italiana contemporanea all’Università Kore di Enna, critico letterario e saggista. Il riconoscimento gli è stato attribuito per aver diffuso la vita e il pensiero di Leonardo Sciascia e promosso la conoscenza della città. Lo scrittore era accompagnato dalla moglie Gabriella e dalla figlia Noemi.
Il sindaco Calogero Bongiorno ha dichiarato: “Da oggi Racalmuto è una città più ricca culturalmente, siamo orgogliosi per il nuovo cittadino, che ha fatto conoscere lo scrittore Leonardo Sciascia e la città di Racalmuto nel mondo. La proposta della cittadinanza onoraria è partita dal saggista Enzo Sardo che ha voluto evidenziare il ruolo degli intellettuali nel tempo difficile che stiamo vivendo, soffermando la sua attenzione sull’impegno e la solidarietà per vivere in un mondo di pace e di fratellanza. Sardo ha fatto riflettere il pubblico presente sulla forza culturale del nuovo cittadino di Racalmuto che ha fatto tanto per la cultura: “Oltre centottantacinque contributi letterari, critici e scientifici, tra saggi, monografie, articoli e curatele, testimoniano l’ampiezza e la continuità del lavoro di Ferlita”.

Uno dei progetti di Enzo Sardo è quello di organizzare un Festival della letteratura civile a Racalmuto, con i maggiori scrittori italiani e internazionali. E’ intervenuto Alessandro Cutrona uno degli allievi del professore, che ha soffermato la sua attenzione sull’intellettuale del nostro tempo, sulla figura di Pier Paolo Pasolini, che ha fatto della propria attività intellettuale un confronto spesso aspro e conflittuale con il proprio tempo. “Essere intellettuali, ha detto Cutrona, non significa soltanto possedere un sapere, ma esercitare la libertà e la responsabilità di interpretare il mondo. Per questo l’onorificenza conferita a Salvatore Ferlita proprio a Racalmuto mi sembra particolarmente significativa: riconosce non soltanto il valore di uno studioso e di un critico letterario, ma anche la coerenza di un percorso che ha individuato nella letteratura uno strumento di conoscenza e nella critica un esercizio di libertà”.
E’ intervenuto il bancario Vincenzo Chiarelli che ha evidenziato il rapporto tra economia e letteratura, un campo poco esplorato, che ha aperto nuovi orizzonti e nuove riflessioni tra il pubblico.
Maurizio Piscopo ha raccontato quando vent’anni fa ha conosciuto Salvatore Ferlita dopo aver letto un articolo su Repubblica sullo scrittore favarese Antonio Russello. Da allora ha seguito il suo lavoro ed ha pubblicato dei libri con lui. Piscopo a Milano ha conosciuto Dario Fo che ha avuto il Premio Nobel e spera con tutto il cuore che un giorno questo premio possa essere dato a Salvatore Ferlita…
La dirigente Alessia Guccione ha parlato di scuola e letteratura, la letteratura intesa come officina dove le persone si sporcano le mani, terreno di crescita e sviluppo umano ed ha soffermato la sua attenzione alla lettura, alla gradita e necessaria presenza degli scrittori nelle scuole. La musica ha accompagnato tutta la manifestazione con Peppe Calabrese alla chitarra che ha cantato la Merica e le serenata al chiar di luna.

Maurizio Piscopo alla fisarmonica ha voluto dedicare una composizione allo scrittore ispirandosi al compositore Luis Bacalov. A concludere è stato lo stesso Ferlita, cui è stata consegnata, dal sindaco e dal presidente del consiglio comunale Carmelo Falco (presenti anche alcuni componenti della giunta e del consiglio), la targa della cittadinanza onoraria, suggellando il legame con la terra e la memoria di Sciascia. Salvatore Ferlita era un po’ commosso. Ha ricordato il suo antico rapporto con Racalmuto e con tanti amici racalmutesi, ha ribadito l’importanza di essere cittadino del “paese della ragione ed ha concluso dicendo”: “Torniamo a ragionare anche per riconoscere i nostri limiti, dobbiamo educare i nostri ragazzi alla lettura, perché leggere significa diventare cittadini disobbedienti, che è una delle grandi lezioni di Leonardo Sciascia”.
Foto di Angelo Pitrone





