Ritratti: giornalisti del nostro tempo Maurizio Piscopo incontra Nino Cangemi

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Ho conosciuto Nino Cangemi attraverso i suoi articoli sul Giornale di Sicilia che sono sempre interessanti e curati nel testo, nei contenuti, nelle ricerche storiche, nel corredo fotografico. Così un giorno, con i social, gli ho inviato un messaggio per conoscerlo. Successivamente ci siamo incontrati. E’ stata un’esperienza molto interessante. Da allora ci sentiamo e ci confrontiamo spesso. Ma ecco alcune curiosità raccontatemi a bassa voce da Nino:

“Se dovessi scegliere un libro da portare in un’isola deserta, opterei per Le Avventure di Pinocchio. Non smetterei mai di leggerlo e ogni volta troverei qualcosa di nuovo. E’ un romanzo per ragazzi che gli adulti dovrebbero rileggere: in quel romanzo vi è una pungente satira rivolta alla società in cui viveva Collodi, che non è molto diversa dall’attuale: dai giudici scimmioni, ai venditori di illusioni (il Gatto e la Volpe). Per non dire dei tanti opportunisti e disonesti che si incontrano nelle sue pagine. Per fortuna, ho tanti interessi: non li avessi, la vita sarebbe più difficile.

Sono, ad esempio, un appassionato di ciclismo-lo sport più “romantico” e più letterario -: alla sua storia e ai suoi campioni ho dedicato una silloge di poesie: I soliloqui del passista.

In genere amo, chissà perché?, gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso – obiettivamente di grande creatività in tutti i campi -, il giornalismo, la letteratura, il cinema di allora.

Il regista che prediligo è Federico Fellini: nei suoi film la fantasia si sublima nel lirismo. Dovessi scegliere tra i suoi film, sceglierei La strada: Zampanò, Gelsomina, il Matto sono personaggi straordinari, come straordinaria è la storia che nel film si racconta. La musica di Nino Rota, poi – modulata secondo le intenzioni di Fellini – aggiunge ai film un ulteriore tocco di poesia. Roma è un museo al cielo aperto. Purtroppo però lo splendore dell’antichità non è accompagnato da un’architettura moderna considerevole: altrimenti non avrebbe rivali al mondo. Ma andiamo a conoscere Nino Cangemi da vicino.

-Da quanto tempo scrivi sui giornali?

Ho sempre nutrito una certa passione per il giornalismo, fin dagli anni del Liceo quando mi occupavo del giornaletto d’istituto. Prediligevo i corsivi, leggevo quelli dei più noti giornalisti e tentavo di imitarli. Da ragazzo, ingenuamente, inviai una lettera con dei miei aforismi ai direttori delle principali testate. Non mi rispose nessuno, tranne Indro Montanelli che mi telefonò invitandomi a provare a proporre delle “ipotesi di “Controcorrente”. “Controcorrente” era una rubrica del suo “Il Giornale” a cui Montanelli teneva molto: un corsivetto in basso alla prima pagina che in poche righe riportava un fatto saliente del giorno commentandolo con una battuta. Era obiettivamente difficile azzeccare un “Controcorrente”: per riuscirci se ne dovevano sbagliare almeno un centinaio, come Montanelli stesso scriveva nell’introduzione a una loro raccolta. Ne azzeccai un paio e fui pagato 50.000 lire per ciascuno, poi desistetti: era troppo complicato. Guadagnai pure una collaborazione con un settimanale per ragazzi, Intrepido sport, curando una rubrica di battute legate al calcio. Poi, preferii dedicarmi allo studio senza la distrazione dell’”avventura giornalistica” e lasciai perdere. Successivamente, la passione per la scrittura giornalistica si è rifatta sentire e da circa vent’anni collaboro con testate cartacee e online, dapprima prevalentemente con noterelle di costume e umoristiche, dopo con articoli letterari.

-Per quali giornali ?

Attualmente col “Giornale di Sicilia”, col quotidiano nazionale d’opinione “La Ragione” e con riviste prevalentemente online e blog, tra le quali “Dialoghi Mediterranei”

-Quanti libri hai pubblicato?

Se metto nel conto alcune pubblicazioni per l’Amministrazione presso cui lavoro, la Regione Siciliana, una decina. Tra i miei libri, “Comunicazione e burocrazia” scritto a quattro mani col sociologo e docente della Luiss Antonio La Spina ed edito da Franco Angeli, due pamphlet di costume con taglio umoristico, “Siculospremuta (D.Flaccovio) e Beddamatri Palermo! (Di Girolamo), due saggi divulgativi con richiami biografici, “D’amore in Sicilia”(D.Flaccovio) e “Miseria e nobiltà in Sicilia” (Navarra), due raccolte di poesie.

-Cosa pensi dei giornali cartacei, quale futuro li aspetta?

In quest’ultimo decennio si è accelerato un processo di mutamento epocale: il sopravvento del digitale che si estende un pò a tutte le attività. Il mutamento nei prossimi anni sarà ancora più celere e radicale. E’ fisiologica la crisi dei giornali cartacei che si aggraverà e porterà alla chiusura di tantissime testate cartacee. Resisteranno di più nel tempo, e spero non scompariranno, le testate “storiche” se si accontenteranno di ridurre il loro ambito al giornalismo d’opinione e culturale. I giornali cartacei, per sopravvivere, sono destinati a diventare, come alle origini, mezzi d’informazione d’élite, per pochi.

-Qualcuno ha scritto che certe volte i giornali raccontano la mezza messa, come la pensi in proposito?

E’ vero, anche se ciò non vale solo per i giornali: ci si illude se si crede che possano esistere verità non condizionate da più di un fattore; né, in generale, può esistere una sola verità: ve ne sono tante.

-Riusciremo un giorno a conoscere i misteri di Palermo?

Se ti riferisci, come credo, alle stragi di mafia e alla lunga stagione di cadaveri eccellenti che le ha precedute, sono pessimista. Il nostro è un Paese con troppi misteri e implicazioni politiche ambigue.

-Qual è il libro che consiglieresti ai lettori?

Se si cerca nei libri un ristoro dello spirito, consiglierei i grandi romanzieri russi dell’Ottocento: Dostoevskij e Tolstoj innanzitutto; i loro romanzi andrebbero letti tutti ma per un primo approccio meglio “Delitto e castigo” e “Anna Karenina”; aggiungo, per la letteratura italiana, un romanzo trasgressivo come pochi, per ragazzi e per adulti, “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi, di cui si è già detto all’inizio.

-Puoi commentare questa frase: “Il posto più bello in cui sono stato è dentro un libro”!

E’ una frase molto bella ma anche pericolosa: è bella perché la lettura arricchisce e nutre la fantasia originando immagini dai segni della scrittura; è pericolosa perché la vita realmente vissuta vale più di quella solo immaginata.

-Cosa salverà il mondo: la bellezza, il cinema, la musica o la letteratura?

Nessuno di essi. Bellezza, cinema, musica e letteratura possono aiutare a comprendere la complessità del “mondo” e a sviluppare e acuire la nostra sensibilità rendendoci anche più solidali.

-Come, quando e dove nascono i tuoi articoli e i tuoi libri?

Quasi sempre da un’attività di ricerca. Mi stimolano le curiosità, i particolari (spesso poco conosciuti) delle vicende esistenziali di letterati, artisti, studiosi che ne mettono in risalto l’umanità, anche con le sue debolezze, evitando morbosità e gossip.

-Cosa pensi del Gattopardo?

Per me è un capolavoro, anche nel suo profilo sociologico (si pensi al colloquio tra il principe e il funzionario sabaudo Chevalley). Giuseppe Tomasi di Lampedusa è stato un uomo perseguitato dalla sfortuna: il suo romanzo non è stato pubblicato mentre era in vita e anzi, prima di morire, ha dovuto leggere la lettera di rifiuto di Vittorini e, post mortem, ha riscosso un enorme successo ma è stato travisato: “Il Gattopardo” non è un romanzo sul trasformismo, come tutti o quasi tutti lo considerano senza averlo letto, ma sul declino dell’aristocrazia e sul senso della morte che lo pervade.

-Cosa stai preparando in questo momento?

Una raccolta di note sulle impressioni di letterati, artisti, studiosi di ogni epoca e latitudine sulla Sicilia.

-Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Mi piacerebbe scrivere un romanzo, ma non so se ci tenterò mai seriamente e se ci riuscirò: è abbastanza difficile

Biografia

Antonino Cangemi. Dirigente alla Regione Siciliana, collabora con le pagine culturali del “Giornale di Sicilia” e della “La ragione”. Ha pubblicato, oltre a manuali divulgativi per la regione, Comunicazione pubblica e burocrazia con Antonio La Spina (Franco Angeli, 2009), i saggi umoristici Siculospremuta (D.Flaccovio, 2011) e Beddamatri Palermo! (Di Girolamo, 2013), i saggi biografici D’amore in Sicilia (D.Flaccovio, 2015) e Miseria e nobiltà in Sicilia (Navarra, 2019), le sillogi di poesie I soliloqui del passista (Zona, 2009) e Il bacio delle formiche (Lieto Colle, 2014).