Ieri sera nella notte di San Lorenzo nel teatro dello Spasimo di Palermo ho assistito ad uno spettacolo straordinario in attesa di vedere le stelle e di contarle una per una come fanno i bambini, che erano in tantissimi e non volevano dormire, cullati dalle note dei musicisti “dell’Irish Leaves” che sembravano i re magi dell’oriente, arrivati come per magia da terre assai lontane con i doni della musica. Il teatro era pieno ed il pubblico era molto attento. A suonare sette ragazzi che compongono il gruppo Irish Leaves cinque maschi e due splendide ragazze che hanno fatto viaggiare il pubblico nei cieli di Irlanda e del mondo in una notte indimenticabile. Il gruppo di musica irlandese “Irish Leaves” nasce a Palermo nel novembre 2012 dall’idea di Antonio Putzu. Inizialmente e fino al 2019 la band era composta da 4 elementi, da qui il primo nome “Irish Quartet”. La passione per la tradizionale musicale irlandese ricca di sonorità che hanno segnato la storia di questa splendida terra, l’idea di portare i più bei pezzi della cultura musicale irlandese in una dimensione acustica fruibile da un pubblico più eterogeneo possibile, ha dato vita ad un repertorio formato dalle più belle pub-songs irlandesi mescolate al traditional-country americano e alle ballate italiane, creando una miscellanea folk di grande impatto e sicuro divertimento. Il gruppo propone brani appartenenti alla tradizione irlandese e scozzese, arrangiati in chiave moderna, così come riproposte di brani appartenenti al repertorio pop e rivisitati in chiave irlandese. Così si alterneranno reels, jigs, horn pipes, polkas, vals, march e brani cantati anch’essi tratti dalla tradizione. Caratteristica peculiare degli Irish Leaves è la loro grande capacità di coinvolgimento. Un concerto intenso, ora da ballare su ritmi incalzanti, ora da ascoltare con le ballad lente ma altrettanto coinvolgenti. Il gruppo è oggi costituito da sette elementi, tutti professionisti che hanno studiato al conservatorio e tutti dediti alla ricerca. Dal 2012 ad oggi gli Irish Leaves si sono esibiti in diversi contesti, riscuotendo sempre grandi consensi dal pubblico. E’ del 2018 il primo prodotto discografico della band, un disco tratto da due concerti live e che per l’appunto si intitola “LIVE”. Un cd pensato per i numerosi sostenitori della band e realizzato con le finalità di un vero e proprio biglietto da visita che rappresenta tutta la carica e l’esplosività del gruppo, un disco che vuole unire i colori, i suoni, i ritmi dell’Irlanda con quelli della Sicilia e in generale di tutto il Mediterraneo. Il gruppo è composto da Antonio Putzu -Whistle, flauti di canna, Gaiata elettronica, Lorenzo Profita- fisarmonica e tastiere,Valentica Coppola voce, Raffaele Pullara violino e mandolino, Flavia Farruggia- chitarra, Emanuele Rinella- Batteria, Mario Tarsilla – basso elettronico. Ieri sera i ragazzi del gruppo sono stati tutti straordinari. Mi ha colpito la voce della più giovane, quella di Valentina Coppola che con le sue interpretazioni è riuscita a portare le stelle allo Spasimo, nella speciale notte di San Lorenzo. A Valentina ho voluto porre alcune domande per conoscere meglio la sua storia e quella del suo gruppo di cui sentiremo parlare a lungo.

-Quando nasce la tua passione per la musica?
Ho iniziato ad amare la musica fin da piccolissima con le filastrocche. All’età di 4 anni mio padre mi fece conoscere il karaoke, cantavo anche canzoni che non conoscevo, seguendo solo la linea melodica e improvvisandoci su. Da lì non ho smesso più di cantare!
-Da quando tempo canti nel gruppo Irish Leaves?
Faccio parte del gruppo dal dicembre 2021, ricordo ancora la chiamata di Raffaele Pullara per chiedermi se volessi prendere parte al progetto. Fui immensamente felice di accettare, l’idea mi ha subito entusiasmato.

-Sei mai stata in Irlanda?
Purtroppo non ancora, ma rimedierò al più presto! È una terra che mi ha sempre affascinato da tutti i punti di vista.
-Vedendoti cantare, ballare e suonare sul palcoscenico dello Spasimo ho pensato per un momento che potresti recitare in un musical di Brodway o in quelli storici del Teatro Sistina di Roma?
Mi lusinga aver dato questa impressione. Effettivamente la prima volta che salii su un palcoscenico fu proprio per un musical. Avevo 15 anni ed era lo spettacolo “Sister Act” organizzato dalla mia scuola. Da allora non mi sono più fermata, perché oltre al canto, una delle mie più grandi passioni è il teatro. Nel corso degli anni, da una compagnia “scolastica” sono passata ad altre compagnie e a palchi sempre più grandi. L’ultimo spettacolo musicale a cui ho preso parte è “Notre Dame de Paris” con la mia compagnia amatoriale di un paio di anni fa, nel quale ho interpretato Esmeralda. Il mio sogno più grande è girare il mondo proprio come musical performer!

-Qual è la canzone alla quale ti senti più legata e perchè?
Non ne ho una in particolare, nel corso degli anni ho avuto momenti belli e brutti, quasi tutti legati a delle canzoni. Ogni volta che ne ascolto una, la mia mente mi porta indietro nel tempo e inizio a provare emozioni indescrivibili. La musica mi ha sempre accompagnato in ogni fase della mia vita e credo che sia una cosa bellissima.
-Cosa pensi mentre canti?
“Respira bene, controlla il suono, interpreta il brano, pensa alle parole” il tutto con una sana dose di emozione!
-Hai mai fatto corsi di danza?
Dai 6 agli 8 anni ho fatto danza classica e a 9 anni hip hop. Ma ho in progetto di riprendere a ballare perché, oltre al fatto di amare ogni genere di danza, penso sia molto importante per chi svolge una professione come la mia, avere una buona postura, sapersi muovere correttamente, allenare il fiato e il corpo in generale.
-Suoni il tamburo in maniera speciale, senza sbagliare un colpo. Da chi hai appreso le tecniche di questo strumento?
Il tamburo che suono con gli Irish Leaves si chiama Bodhran, ed è uno strumento tipico della musica popolare irlandese. Prima di fare parte del gruppo non lo conoscevo. Poi un giorno Raffaele mi disse “che ne pensi di imparare a suonare il bodhran?”, io un pò perplessa gli dissi di sì. Così un pò da autodidatta e un pò grazie ai suoi consigli, imparai e iniziai a suonarlo attivamente insieme ai ragazzi del gruppo. Fu un’emozione indescrivibile!

-Qual è il desiderio che hai espresso nella notte di San Lorenzo?
Mentre cantavo sotto il cielo stellato della Chiesa dello Spasimo a Palermo insieme ai miei amici Irish, tutto ciò che desideravo era continuare a fare quello che stavo già facendo: cantare ed affascinare il pubblico.
Continuare ad esibirmi, ad emozionarmi e a regalare emozioni al prossimo. Vorrei che tutto questo non finisse mai.
-Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Intanto terminare il mio percorso di studi in canto jazz al Conservatorio. Ovviamente continuare a cantare e a portare avanti il progetto Irish Leaves che mi dà davvero tante soddisfazioni ed emozioni. Non nascondo che tra i miei sogni c’è anche quello di viaggiare, di portare la mia voce fuori dall’Italia. In una parola però posso dire che il mio più grande progetto per il futuro è la musica.a

Biografia
Valentina Coppola è nata a Palermo il 5 aprile del 1995.
Ha iniziato a studiare canto pop/jazz all’età di 15 anni in una scuola privata di musica
di Palermo (CAST Gattuso) con l’insegnante Chiara Minaldi. Dal 2014 al 2021 è stata membro del gruppo vocale a cappella “Street Chords”. Il gruppo ha partecipato al programma di competizione musicale “ X Factor nella sua nona edizione (2015) apparendo in televisione (Sky Uno, Cielo, MTV) per tre puntate (audizioni, bootcamp, home visit) ed esibendosi live davanti agli artisti Elio, Fedez, Skin e Mika. Dopo l’esperienza a X Factor il gruppo ha cantato in molti eventi importanti. Valentina ha collaborato con Antonella Ruggiero, con Lello Analfino dei Tinturia e con altri grandi artisti di fama nazionale.
Le foto sono di Raffaele Pullara e alcune sono state concesse dal Recraft Studio.





