Autentico enfant prodige. Gaetano Castiglia ha cominciato a suonare ad appena quattro anni, stimolato da un ambiente familiare in cui la musica suonata ed ascoltata anche se soprattutto classica, è una presenza costante. Scoperto il jazz quasi per caso, si è presto innamorato di questa musica affiancando gli studi classici al conservatorio a quelli specifici di tromba jazz presso la scuola del Brass Group, autentica fucina di talenti. L’efficacia dell’apprendimento e il talento naturale di Gaetano hanno prodotto risultati molto importanti, consentendogli di arricchire rapidamente il palmares con riconoscimenti prestigiosi come (il Premio Marco Tamburini conferitogli dal Castelbuono Jazz Festival) e con esibizioni rimarchevoli (ad esempio, la recente preformance con la big band di Massimo Nunzi all’Auditorium del Parco della Musica di Roma).
Il programma, davvero ampio e suggestivo, percorre un po’ tutta la storia del Jazz, dalle origini ai giorni nostri, ed offre al giovane musicista la possibilità di omaggiare alcuni dei suoi idoli e riferimenti ispirativi, da Louis Armstrong a Chet Baker, da Clifford Brown a Miles Davis, mettendo in luce le proprie peculiari doti tecniche e stilistiche. In questa intervista Gaetano racconta la sua bellissima storia ricca di sacrifici, amore per la famiglia e per la città in cui vive. Questa esperienza è senz’altro un esempio per le nuove generazioni e per tutti i giovani musicisti che sognano il successo nella difficile strada della musica…

-C’è un giorno in cui hai scoperto la passione per la musica?
Che io ricordi non c’è stato un giorno specifico che ha fatto scattare in me questa passione. La musica mi è sempre piaciuta e tra l’altro posso dire che è come se a casa mia fossi cresciuto a pane e musica.
-A me sembra che tu sia sempre l’elemento più giovane dell’orchestra . E’ così?
Si, nelle orchestre di cui faccio parte sono sempre il musicista più giovane. Anche nella Brass Youth Jazz Orchestra, sono il più piccolo del gruppo. A volte però questo per me rappresenta un limite, perché in molte audizioni è richiesta un’età minima di 18 anni e purtroppo non posso partecipare.
-A Lercara, al My Way Festival ti ho osservato mentre salivi la scaletta per raggiungere il palcoscenico con un passo solenne. Il tuo sguardo e la tua attenzione sono mutate soltanto quando si sono accese le luci. Una vera trasformazione che ti fa mantenere sempre il sorriso e la gioia di vivere… Mi colpisce che sei sempre pronto nei concerti e non sbagli una nota.
Il palcoscenico non mi mette paura o ansia, anzi sono piuttosto sereno quando devo fare un concerto. L’espressione seria che hai notato riflette proprio il fatto che nonostante non abbia l’ansia da palcoscenico, per me suonare è molto importante e non affronto un concerto con indifferenza e leggerezza ma con il giusto impegno. L’attenzione rivolta su di me attraverso le luci è una bellissima sensazione, la stessa che provo quando devo fare un assolo, perchè ho la possibilità di esprimere tutto quello che provo attraverso le note e nel caso del jazz l’improvvisazione.

-A proposito sinceramente ti è mai capitato di sbagliare qualcosa in un concerto?
Vabbè si, è normale. Sbagliare è umano e attraverso gli errori si impara, soprattutto a crescere… sia nella vita che musicalmente.
-Qual è lo stato d’animo prima di eseguire la tua parte?
Sono sereno e carico nello stesso tempo. Soprattutto negli assoli mi lascio trasportare dalla musica e dagli accordi.
-Quante ore al giorno dedichi allo studio della tromba?
Onestamente poco, due orette al giorno.
-Chi sono i tuoi musicisti di riferimento?
Chet Baker, Miles Davis, Clifford Brown e Wynton Marsalis.
– Quali grandi musicisti hai incontrato nella tua strada?
Ho avuto il piacere e l’onore di suonare sia con tantissimi trombettisti di fama internazionale: Rex Richardson, Allen Vizzutti, Pacho Flores, Ruben Simeo, Omar Tomasoni, Andrea Tofanelli, Claudio Quintavalla… e anche con degli ottimi musicisti come Billy Cobham, Mario Biondi, Trijntje Oosterhuis, Zoltan Kiss, Giovanni Hoffer, Dale Clevenger.
-L’anno nuovo è appena iniziato… Cosa bolle in pentola?
Sono molto emozionato per l’esperienza che mi aspetta a Dubai con l’Orchestra Nazionale Jazz, quella è sicuramente la prima tappa che inaugura il nuovo 2022. Poi, sempre con questa Orchestra abbiamo in programma delle produzioni che vedono come mete Roma e Strasburgo. Naturalmente non vedo l’ora di iniziare anche un’altra stagione concertistica con la Brass Youth Jazz Orchestra… Per quanto riguarda l’aspetto “classico” invece, parteciperò ad alcuni concorsi internazionali e auspico di fare anche dei concerti con un repertorio diverso dal solito.
-Ti piace di più suonare in teatro o in Tv?
In teatro assolutamente… c’è più coinvolgimento da parte del pubblico!
-Quale ruolo ha avuto la tua famiglia in tutto quello che sei riuscito a realizzare finora?
Credo che senza di loro non ce l’avrei fatta. Il fatto di iniziare a studiare tromba all’età di 4 anni, fare la spola da Lercara a Palermo quasi tutti i giorni, fare i compiti in auto e spesso dover anche pranzare in auto… lo ammetto è stato anche faticoso, ma il grosso sacrificio è stato fatto dai miei genitori i quali mi hanno sempre supportato in tutto: accompagnandomi, comprandomi gli strumenti necessari e incoraggiandomi sempre ad andare avanti.
-Che rapporto mantieni con Lercara? Come vivi le ore libere dagli impegni musicali nel tuo paese natio?
Sono molto legato al mio paese. A Lercara ho gli amici con cui esco, frequento il 3° liceo e continuo con gran piacere a suonare in quella che è stata la fucina della mia passione musicale: la Banda.
-Mi puoi parlare della prossima tournèe negli emirati arabi con destinazione Dubai?
Sono gasatissimo… non me lo sarei mai aspettato di poter suonare in una location come quella del Millennium Theatre di Dubai in occasione dell’Expò. Con l’Orchestra Nazionale Jazz, di cui faccio parte, sotto la guida del Maestro Pino Jodice. Presenteremo un excursus lungo la storia della musica italiana dal dopoguerra ad oggi, con momenti dedicati alla canzone napoletana, ai cantautori, alle colonne sonore dei massimi compositori italiani per il cinema: il tutto rielaborato, in chiave jazzistica.
-Ti rendi conto che in Italia sei una celebrità?
Non scherziamo…non mi sento per niente una celebrità. Ho ancora molto da imparare e lo farò sempre con umiltà.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Nonostante abbia già vissuto intensamente i miei primi 16 anni, ho tantissimi progetti per il futuro. Innanzitutto continuerò a studiare tromba con dei grandi maestri per perfezionarmi sempre di più. Continuerò a suonare sia con le Orchestre di cui faccio parte, sia con il mio quartetto. Vorrei incidere il mio primo CD e finito il liceo vorrei iniziare a studiare Composizione Jazz.

Biografia
Gaetano Castiglia, 16 anni. Già laureato in Tromba Classica al Conservatorio di Palermo con 10/10, sotto la guida del M° Nicola Genualdi. Studia Tromba Jazz con il M° Vito Giordano presso la Fondazione Brass Group di Palermo. Frequenta il Corso di perfezionamento in Tromba Classica presso la Scuola Musicale di Fiesole con il M° Claudio Quintavalla (Prima Tromba del Maggio Fiorentino). Ha vinto diversi premi sia nell’ambio della musica classica che in quella jazz: Premio Tamburini (Castelbuono Jazz), Concorso Benedetto Albanese (Caccamo), Premio Speciale Giuria “Crescendo” (Teatro Politeama – Palermo), Premio MaraElsa (Cefalù), Premio Jazz Giardini Naxos (Taormina), Premio Parco Jazz (Altofonte), Premio “Lercaresi nel mondo”, Premio Armonie Sicane (Bivona), Premio Speciale Giuria “Wings To Talent” (IBW – Firenze). E’ attualmente la tromba solista dell’Orchestra Nazionale Jazz, con sede a Milano. Ha suonato con l’Orchestra Jazz Siciliana, la “MediterraneanTrumpet Quartet”, la “Sicilian Philarmonic Brass”, la “Brass Youth Jazz Orchestral,la Balarm Sax Orchestra, l’Orchestra del Conservatorio di Palermo; la World Brass Orchestral, l’Universal Brass Ensemble, la Fanfara Carabinieri XII Battaglione Sicilia, l’Orchestra Florulli e la “Gioca Jazz Orchestra di Roma”.Si è esibito presso: il Teatro Verdura di Palermo, l’Arengario di Palazzo Vecchio in Piazza della Signoria di Firenze, il Teatro Massimo di Palermo, l’Auditorium e la Cavea del Parco della Musica di Roma, Village Celimontana di Roma, i Cantieri Culturali della Zisa, il Real Teatro Santa Cecilia, il Teatro Savio di Palermo, il Ponte Vecchio di Firenze, la Basilica “Santa Maria Novella” di Firenze, la Casa Natale di Leonardo da Vinci, l’Abbazia di “San Miniato al Monte” di Firenze, il Teatro Comunale di Cammarata, il Jazz club dello Spasimo, il Teatro Comunale di Bisacquino, il Teatro di Paglia di Bivona, Notti Clandestine di Termini Imerese. Ha suonato con: Billy Cobham, Mario Biondi, Trijntje Oosterhuis, Massimo Nunzi, Andrea Tofanelli, Daria Biancardi, Michael Supnick, Stan Adams, AllenVizzutti, Pacho Flores, Rex Richardson, Omar Tomasoni, Ruben Simeo, Luca Benucci, Dale Clevenger, Massimo La Rosa, Giovanni Hoffer, Zoltan Kiss, Daniel Perantoni, Arkady Shilkloper, Eric Terwilliger, Alessandra Salerno, Nicola Giammarinaro, Jerrusa Barros, Daria Biancardi. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive, tra cui “ITALIA’S GO TALENT 2019” (SKY).
Le foto di Gaetano Castiglia sono state scattate da Arturo Di Vita.





