L’Anas comincia a progettare il nuovo ponte che nascerà sul fiume Verdura, in sostituzione del vecchio viadotto crollato in parte il 2 febbraio scorso.
Tecnici dell’azienda hanno già cominciato nei giorni scorsi ad effettuare diversi sopralluoghi per individuare, a valle, circa 200 metri sotto l‘attuale via di comunicazione danneggiata dal rovinoso crollo, l’area su cui dovrà passare il nuovo ponte il cui progetto finale dovrebbe essere presentato, come già annunciato, entro il prossimo mese di ottobre.
Una ditta specializzata del settore, la Sidercem di Caltanissetta, su incarico dell’Anas, è stata sul posto e i suoi tecnici hanno eseguito sul letto del fiume delle accurate indagini geologiche propedeutiche alla costruzione del nuovo ponte in cemento armato e con diverse campate. I risultati saranno resi noti nel giro di poche settimane perché dalla solidità del letto fluviale dipende il passaggio dell’opera stradale attraverso gli agrumeti.
L’Anas, dal canto suo, con propri tecnici sta visionando le aree agrumetate per potere individuare i terreni su cui passerà la strada statale 115 che si raccorderà nelle due direzioni con il nuovo viadotto che dovrebbe vedere la luce entro la fine dell’anno prossimo. L’orientamento dell’azienda nazionale delle strade è quella di rispettare al massimo il territorio e i pregiati frutteti per cercare di danneggiare, con le occupazioni e gli espropri, il meno possibile le aziende agricole in quella zona molto fiorenti.
Si sa con certezza che il vecchio ponte, in corso di ricostruzione in maniera provvisoria per consentire, a partire dal mese di maggio, la riapertura al transito veicolare nei due sensi di marcia delle due corsie, sarà poi, con il nuovo viadotto, abbandonato o in parte messo a disposizione degli agricoltori per potere raggiungere gli agrumeti lungo l’argine del fiume Verdura.
Intanto, sotto il ponte, con il diminuire delle piogge, con il calo della portata delle acque e con la costruzione di nuovi e più resistenti argini in terra, proseguono con una certa celerità i lavori che porteranno alla riparazione del vecchio viadotto, in parte in tufo arenario, crollato, e in parte in cemento armato, oggi utilizzato per il passaggio dei veicoli. L’impresa di Castel di Tusa, che ha ottenuto l’appalto dell’opera pubblica, ha collocato due di quattro grossi tubi Armco dal diametro di 5 metri ciascuno sul letto del fiume e si appresta, ultimate le opere di sostegno al pilone centrale del vecchio ponte, a posizionare le altre due tubazioni su cui sarà posto cemento e asfalto, pareggiando il livello stradale con l’attuale corsia, a senso unico alterato, riaperta al momento con l’ausilio di due semafori.
(foto di Enzo Minio)





