La Codiretti: L’acqua per irrigare a peso d’oro. Il vicecommissario Aquè “Oggi il prezzo è bloccato a 15 centesimi a metro cubo”

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L’acqua per irrigare decine e decine di migliaia di ettari di frutteto in tutto il territorio agrigentino aumenta di circa il 30 per cento, migliaia di aziende agricole non potranno sostenere i costi e le organizzazioni professionali agricole sono già entrate in stato di agitazione. Nelle campagne l’acqua per irrigare aumenta più dell’oro. E’ questa la denuncia di ieri mattina di Ignazio Gibiino, presidente della sezione Coldiretti di Naro che lancia l’allarme sulla decisione del consorzio di bonifica Ag 3 che, in piena autonomia e contravvenendo a quanto indicato dall’assessorato regionale dell’agricoltura, sta chiedendo 4 centesimi di euro in più al metro cubo, portando il prezzo a 19 centesimi. Tale allarme era stato preannunciato nei giorni scorsi a Ribera dalle organizzazioni professionali, tra cui Coldiretti, Cia e Confagricoltura, durante un incontro che aveva all’ordine del giorno l’esame dei problemi occupazionali e finanziari della struttura consortile agrigentina.
Al consorzio di bonifica Agrigento 3, invece, si getta acqua sul fuoco perchè al momento viene smentito l’aumento del costo dell’acqua, rinviando la decisione ad un eventuale conguaglio, in base al bilancio finanziario della struttura consortile. A sostenere tale determinazione è il vicecommissario del consorzio, il riberese Mimmo Aquè.
“Secondo il delegato regionale di Coldiretti Giovani Impresa tale aumento per il consorzio ha un effetto retroattivo e non si capisce in base a quale normativa. Per l’agricoltura di Naro – prosegue Gibiino – la diga San Giovanni consente di ottenere un alto valore aggiunto in aree che, altrimenti, sarebbero destinate al semplice seminativo. Il settore non può farsi carico dei costi faraonici che il consorzio deve sostenere, alla luce anche dell’autofinanziamento entro il 2020. L’acqua è un elemento indispensabile per diversificare le produzioni e far sì, che i giovani tornino ad investire nei tanti comparti agrigentini”.
Mimmo Acque, vicecommissario, getta acqua sul fuoco. “Oggi non c’è alcun aumento – dice – la delibera dei commissari precedenti parla di aumenti, ma i tavoli tecnici recenti tenuti a Palermo con l’ex assessore Caleca hanno bloccato l’aumento che è soggetto, comunque, a conguaglio, in base alla situazione di bilancio finanziario dell’ente. Con delle economie di un bilancio esiguo dell’ente faremo in modo di non pesare sui bilanci delle aziende agricole. I 19 centesimi fanno riferimento ad una delibera del 2009, bloccata di anno in anno a Palermo nel corso di tavoli tecnici con consorzio, organizzazioni professionali e politica”.

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