A settembre ho conosciuto Rossella Leone nello spettacolo “Cunti e canti dell’emigrazione, dal molo Santa Lucia di Palermo a Ellis Island”, organizzato da Pino Apprendi per l’Alloro Fest, al Giardino dei Giusti. Quella sera la recitazione di Rossella mi ha colpito molto. Era come se stesse raccontando la storia della sua famiglia, che ha vissuto l’emigrazione nel sud America. Da quel viaggio sono tornati tutti tranne il nonno. Il testo presentato all’Alloro Fest scritto da Ignazio Rosato, sui temi della Merica, con le struggenti note della fisarmonica di Pierpaolo Petta è arrivato diritto al cuore del pubblico ed ha toccato le corde più profonde della mia anima.
Ho pensato: “Rossella merita dalla vita il doppio di quello che ha ricevuto finora!”. Quello che colpisce di questa attrice è la semplicità, la grazia, la delicatezza, la maniera che la distingue dalle altre attrici, nell’interpretare i fatti della vita con infinita dolcezza e con una profondità, che fa riflettere tutti. Il suo tempo libero lo divide tra animali, libri e pentole. Ha due gatti e tre cani salvati dalla strada, sono la sua banda del cuore. Per Rossella il motto è adottare e non comprare, l’amore non si compra! Spesso acquista nuovi libri, come se avesse giornate da 72 ore, molti testi restano in lista d’attesa. E poi c’è la sua grande passione per la cucina. Quando è in vena, prepara cose buone per suo marito e i suoi figli e se non fa disastri, come lei racconta, questo è il suo modo migliore per dire a tutti loro quanto li ami!

A Rossella pongo qualche domanda per conoscerla da vicino.
-Quando hai scoperto le tue doti artistiche?
Sono cresciuta in una famiglia di imprenditori e mio padre mi immaginava a capo dell’azienda con mio fratello, ma questa non era la mia strada, odiavo l’ufficio e mi rifugiavo nella reception, dove c’era un microfono collegato ai magazzini. Lo usavo per dare il buongiorno, per raccontare un detto, uno scioglilingua e per ricordare il Santo del giorno con una storia inventata. Ricordo, che dipendenti e clienti si divertivano molto, ma mio padre mi voleva “ammazzare! “ Da piccolissima, invece, mia madre mi lasciava scrivere e disegnare sui muri, ma solo nel corridoio. Avevo creato una specie di galleria d’arte molto personale. Poi sono arrivati gli spettacoli casalinghi dopo cena, con tanto di travestimenti e poi i battesimi, i matrimoni, dove finivo al centro della scena. La svolta è avvenuta in prima media, finalmente ho avuto un microfono ed un pubblico vero, conducevo un programma radiofonico per ragazzi Insomma, non è che un giorno ho scoperto di avere talento, se di talento si può parlare , perché questo, lo devono dire gli altri, io mi definisco un’ appassionata.
-Ricordi la prima volta che hai recitato, quanti anni avevi?
Ho iniziato a 18 anni davanti una telecamera, ho condotto programmi televisivi locali e regionali. La recitazione però è arrivata a 24 anni con uno spettacolo di Eduardo Scarpetta dal titolo: “ E buscià o verità”…
-Rossella da bambina, da giovane e da grande…
Non vedo differenza sono rimasta sempre la stessa! Cambiano solo gli acciacchi… Continuo ad amare Mary Poppins e le Barbie, i bambini. Litigo e poi dimentico il motivo. Non smetto mai di camminare sotto la pioggia con lo stesso entusiasmo che avevo da piccola.

-Qual è il regista con cui vorresti recitare?
Ormai non è un mistero per chi ha visto e ascoltato il mio monologo, scritto insieme a Giulia Galati, dal titolo: “Vita d’attrice”. In questo spettacolo immagino un provino con il regista Ferzan Ozpetek. Ho amato tutti i suoi film, ma con “Diamanti” si è superato, il gioco del meta-cinema, le atmosfere sospese e quell’universo tutto al femminile che solo lui sa raccontare
-Rossella, il cinema e il teatro. Cosa preferisci?
Il cinema lo faccio e non lo disdegno,ti può dare il successo …ma la magia si vive solo in teatro. In scena non puoi correggere un errore, hai l’adrenalina, il calore del pubblico e soprattutto una compagnia, una squadra che per un po’ diventa una piccola famiglia.
-Sei soddisfatta dal modo in cui i giornali, la tv e il cinema rappresentano le donne?
Mi dispiace quando TV e giornali propongono modelli lontani dal buongusto e dal buonsenso. Sono cresciuta con la Carrà, la Marchesini, Franca Rame, la Mondaini … figure di talento. Certo in tv c’erano i film osé degli anni ’80, ma si potevano evitare cambiando canale. Oggi invece, la tv propone spesso modelli di donne che purtroppo sembrano la normalità.

-C’è una spiegazione per i maschi che usano la violenza contro le donne, cosa non hanno capito?
Chi picchia una donna non è più uomo …ha già perso tutto, soprattutto se stesso.
Probabilmente non ha capito che la donna non è un oggetto da possedere, ma una compagna con cui condividere i giorni della propria vita.
-La bellezza salverà il mondo diceva Dostoevskij, forse si riferiva a un tempo che non è il nostro!
Sono d’accordissimo! Ma prima che sia troppo tardi, tocca a noi salvare la bellezza, così potrà continuare a salvarci ancora. Possiamo cominciare dall’amore e dal rispetto per l’ambiente e per tutti gli animali che lo abitano.
-Qual è la tua città sognata?
La mia città sognata non ha confini, né nome… è il luogo in cui c’è la mia famiglia.
-Come scegli uno spettacolo teatrale da interpretare?
Per me un ruolo, al cinema come a teatro, deve avere un cuore che batte, deve emozionarmi, sorprendermi o almeno divertirmi. Altrimenti non fa per me!

– Che cos’è il teatro e cosa ti ha dato finora?
Potrei parlarne per ore… perché per me il teatro è tutto. Mi calma quando sono triste, mi dà energia quando sono stanca, mi fa stare bene, mi fa ridere come una bambina al luna park. È il luogo dove persino ciò che ti ferisce può trasformarsi in arte. A teatro mi diverto e sono felice, sia come attrice che come spettatrice. Mi convinco sempre di più che questa dovrebbe essere una materia di studio pratico nelle scuole.
-Come vive una pugliese in Sicilia e soprattutto a Palermo?
Sono 23 anni che vivo in questa meravigliosa terra! Palermo è bellissima mi trovo benissimo! I siciliani sono accoglienti come i pugliesi. L’unica cosa, è che non si trovano le mitiche focacce, i panzerotti e i taralli pugliesi… così mi sono attrezzata e dopo aver dato fuoco a tante focacce nel forno, alla fine, dopo anni di tentativi ho imparato. Oggi cucino italo-siciliano, ho pugliesizzato i piatti siciliani e sicilianizzato quelli pugliesi. Insomma… ho fatto un casino!
Credi in Dio?
Credo fortemente in Dio e nei valori che la religione cristiana trasmette. L’amore e la prossimità verso gli altri dovrebbero trovare alloggio nei cuori di tutti anche per chi non è credente…Sono convinta che, se tutti avessimo Dio nel cuore il mondo sarebbe migliore, perché oggi manca la capacità di riconoscere negli altri noi stessi.
-Cos’è l’amicizia?
E’ un sentimento molto vicino all’amore, essere reciprocamente vicini senza un tornaconto.
-Qual è il potere di un libro?
I libri hanno il potere di trasportarti in mondi lontani con la forza delle parole. Riescono a creare immagini nella tua mente che restano dentro di te.
-Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Aspetto che arrivino altre storie fantastiche da raccontare.
Biografia
Rossella Leone è nata il 20 febbraio in un paesino della Puglia (Bisceglie,) da genitori pugliesi, ma figlia adottiva siciliana da 23 anni.
Dopo essersi formata negli studi di recitazione tra la Puglia e l’Italia ha mosso i primi passi a teatro dal 99 come attrice teatrale, prendendo parte a musical, commedie e monologhi, come il suo One Woman Show “Vita da Attrice”

FILMOGRAFIA;
2025: “Nato come un Pesce ” di Giovanni Cagialosi e Paola Salute
2024 “E poi si vede” regia di G. Calvaruso
” Nato con la Camicia” G.Cangialosi P.Salute
2023 “Le indagini di Lolita Lobosco” regia di R.De Maria
2022 “Gli anelli possono pascolare in
^pace” regia di B. Cino
“Incastrati 2″ regia di Ficarra e
Picone
2021″Spaccaossa” regia di V. Pirrotta ‘
Incastrati 1″ regia di Ficarra e Picone
2019″ Tuttapposto” regia di G. Costantino
2017″ Vengo anch’io” regia di Nuzzo e Di Biase
2011″ Anche se è amore non si vede”
regia di Ficarra e Picone
Per le foto di Rossella Leone si ringraziano Peppino Romano, Dario Palermo, Andrea Ciccale.





