Una manifestazione di protesta per l’acqua è stata programmata a Palermo, davanti alla Regione Siciliana, per venerdì 31 maggio prossimo, alle 11, per contestare l’inoperosità del governo regionale e per attenuare con misure
d‘emergenza la grave situazione di siccità in cui versa tutto il territorio di 14 comuni del comprensorio irriguo riberese. E’ stato deciso venerdì sera nel corso di un’assemblea cittadina alla quale hanno preso parte il comitato “Insieme per l’acqua”, tanti agricoltori, organizzazioni del comparto agricolo, con la presenza del sindaco Ruvolo e dell’on. Pace.
L’atto di accusa nei confronti della Regione e dei suoi dirigenti, assessorati e dipartimenti è chiara: “Nonostante incontri con i responsabili dei vari dipartimenti, con il commissario all’emergenza idrica in agricoltura, diversi tavoli tecnici ed esortazioni del prefetto di Agrigento – scrivono – non abbiamo ancora avuto nulla, nessuna azione concreta per rassicurare migliaia di aziende agricole di Ribera e dei 14 comuni limitrofi che coltivano l’arancia di Ribera DOP, la pera coscia di Ribera e pesca di Bivona IGP. L’acqua del fiume Verdura continua ancora oggi a fluire in mare e l’ Enel dalle centrali idroelettriche sul fiume Sosio-Verdura continua a produrre energia, disperdendo l’acqua invece che incamerarla nella diga Castello per uso irriguo e potabile”.
Migliaia di agricoltori chiedono di conoscere subito la quantità di acqua della diga Castello da assegnare all’irrigazione e di dare attuazione al piano di interventi a brevissimo, medio e lungo termine, che vanno dal collegamento permanente della bretella Gammauta-Castello alla risoluzione della convezione con l’Enel, dalla riattivazione dei sollevamenti sul fiumeVerdura al rifacimento delle reti irrigue del comprensorio che oggi sono un colabrodo, dalle misure finanziarie specifiche per il risparmio idrico all’aumento della dotazione irrigua per laghetti aziendali, vasconi comprensoriali e nuove dighe, in un territorio di 15 mila ettari in irriguo di coltivazioni pregiate che rischiano di compromettere la produzione di quest’anno e dell’avvenire.





