AG: Enel non produrrà energia elettrica, l’acqua di Gammauta ad uso agricolo e potabile

424

Buone notizie da Palermo per gli agricoltori e soprattutto per le popolazioni agrigentine con acqua razionata. L’Enel non produrrà per circa un anno energia elettrica dall’invaso di Gammauta e l’acqua sarà destinata ad essere immagazzinata nella diga Castello. Questo è quanto è venuto fuori ieri pomeriggio all’assessorato regionale all’Energia e Acqua quando ai dodici sindaci del comprensorio irriguo riberese l’assessore Di Mauro ha assicurato che nemmeno una goccia d’acqua della traversa di Palazzo Adriano andrà a mare. Anzi per tutta l’emergenza, l’acqua, almeno fino a giugno dell’anno prossimo, sarà invasata al Castello per alimentare per un paio di milioni di metri cubi il depuratore di Santo Stefano Quisquina al servizio dei cittadini di una dozzina di comuni agrigentini nell’area del capoluogo e per servire a fini irrigui i 7-8 mila ettari di agrumeto e frutteto.

Alla riunione hanno preso parte l’assessore Di Mauro, la dirigente del dipartimento Acque Barresi, tutte le istituzioni interessate, l’on. Pace e i 12 sindaci dell’area dei comuni che si affacciano sulle valli dei fiumi Verdura, Magazzolo e Platani. Allo stato attuale pare che saranno immagazzinati, tramite l’adduttore, circa 120 litri secondo da Gammauta al Castello, fino a quando le fluenze idriche del bacino lo permetteranno. L’assessore Di Mauro lunedì aveva incontrato e assicurato il comitato riberese “Insieme per l’Acqua”.

Una riunione tecnica all’assessorato all’Energia ed Acqua è stata organizzata per venerdì prossimo quando sarà annunciata la quantità d’acqua che sarà destinata all’agricoltura per consentire al consorzio irriguo AG 3 e alle aziende agricole di programmare le irrigazioni estive. A nome di tutti i sindaci il primo cittadino di Ribera Ruvolo ha detto: “Bene gli interventi a media scadenza per riempire la diga bivonese per il prossimo inverno, ma gli agricoltori a brevissima scadenza vogliono sapere quanta acqua sarà assegnata all’irriguo dei prossimi mesi. Si conta di potere utilizzare la seconda soglia di salvaguardia dell’invaso bivonese, circa 2 milioni di metri cubi, non per garantire la produzione agrumaria già compromessa, ma per salvare milioni di piante. Con l’acqua di Gammauta, della diga Raia, del laghetto Gorgo, con quella pompata dal fiume Verdura in Poggio Diana (complessivamente 2,5 milioni) si potrebbero programmare oltre due irrigazioni. Bisogna assicurare pure i lanci di acqua sul fiume Sosio, tra i comuni di Burgio, Villafranca Sicula, Lucca Sicula e Caltabellotta, i cui territori sono privi di canalizzazione”.