Ritratti: ottici del nostro tempo Maurizio Piscopo incontra Benny Galeazzo.

159

Nel 2000 Pippo Madè grande pittore siciliano, mi ha presentato il dottore Pippo Galeazzo, con un sorriso e con delle parole eloquenti: “E’ un mecenate, un amico degli artisti, un signore di altri tempi, come lui non ne nascono più”! Con Pippo Galeazzo sono entrato subito in simpatia. Tutte le volte che andavo nel centro della città, al teatro Politeama o al Teatro Massimo, sentivo la necessità di salutarlo. Lo trovavo al lavoro, nel suo negozio storico, con il camice bianco ben stirato. Mi accoglieva con un sorriso, (ora è in pensione e lo vedo raramente). Mi raccontava le piccole storie della vita quotidiana, quelle che sfuggono alla gente che va di fretta. E’ sempre un piacere ascoltarlo. Nel tempo ho notato che molti suoi clienti prima di andar via, salivano le scale e andavano ad abbracciarlo con gesti di affetto, dimostrandogli amicizia e stima. A Palermo ci sono dei luoghi che hanno fatto la storia della città. Per oltre 50 anni il negozio di ottica di Pippo Galeazzo è stato in via Emerico Amari al numero 127, l’ho vissuto come un centro di eleganza, di incontri culturali, un punto di riferimento per molti palermitani ed anche per quelli della provincia che sanno scegliere il meglio. Il lavoro attento e scrupoloso del fondatore, continua con il figlio Benny, che ho voluto incontrare nel nuovo negozio, che da alcuni anni si è trasferito al numero 22B di via Notarbartolo. Benny è molto attivo, non sta fermo un momento, mentre ti ascolta sta già pensando un’altra cosa, come lui ce ne vorrebbero almeno due e forse non basterebbero! Benny Galeazzo è nato a Palermo a maggio l’8 maggio del 1972 è ortortista e assistente di oftalmologia. Si è laureato all’Università degli studi di Palermo. E’ un chitarrista straordinario, ama la famiglia, i viaggi, la corsa e la città di Palermo…

Ma andiamo a conoscerlo da vicino.

-In una intervista hai dichiarato: “Sono un uomo fortunato perché faccio il lavoro che ho sempre desiderato”. Cosa intendi dire?

Sono cresciuto in un negozio di ottica e con me è cresciuta la passione per questa attività. Ho fatto sempre quello che ho visto fare a mio padre, fin da bambino e questo mi ha reso veramente felice.

-Cosa è cambiato nel mondo dell’ottica rispetto al 1968, agli anni di tuo padre?

E’ cambiato tutto, perché nel frattempo è cambiato il mondo, sono cambiate le necessità, i servizi da offrire al pubblico. L’ottica non è più quella tradizionale, bisogna stare al passo con i tempi, adeguarsi, sia all’innovazione tecnologica, sia alla qualità dei servizi, e soprattutto ai materiali, per un’infinità di offerte, che il mercato oggi mette a disposizione.

-Ad un giornalista hai detto che le cose più importanti per te sono tre: l’etica, la professionalità e l’accoglienza…

E’ chiaro che bisogna distinguere due categorie di ottica, quella che offre principalmente un’offerta di prodotto e quella che cerca di puntare ai servizi. Lavorando sui servizi bisogna offrire un prodotto di una certa qualità, ma anche di grande professionalità e accoglienza, tutto quello che ci può essere attorno, facendo provare al cliente un’esperienza nuova e non solo l’acquisto di un prodotto.

-Rispetto al lavoro di tuo padre, tu hai portato l’innovazione. In che cosa consiste?

E’ stare al passo con il rinnovamento tecnologico dei tempi, cercando di avere sempre prodotti, e strumentazioni all’avanguardia, sia per l’analisi visiva, che per la realizzazione degli occhiali che diventano fatti sempre più su misura.

-Prima le lenti si lavoravano a mano. Oggi che succede ?

Le lenti oggi arrivano dalle fabbriche, già sagomate, pronte per essere montate sull’occhiale del cliente, tutto viene costruito e realizzato direttamente in fabbrica, siamo connessi direttamente con il produttore ed offriamo un prodotto di massima precisione.

-Occhiali e musica. E’ una domanda curiosa non l’ho mai posta a nessuno…

La musica è la mia passione il mio hobby è la chitarra.

-Qual è il nesso tra gli occhiali e la musica?

La musica si legge con gli occhi, avvicina la gente e affascina. Con gli occhiali le note si leggono ancora meglio!

-Hai rivoluzionato il concetto del classico defilè, sei riuscito a coinvolgere il pubblico di Palermo e non le modelle professioniste che sbarcano da Roma o Milano. Questo fatto ha colpito molto la mia immaginazione. E’stato un pomeriggio indimenticabile con una riuscita veramente brillante, in un locale esclusivo della città…

La scelta è stata quella di coinvolgere i nostri clienti e farli diventare modelli per una sera, un sogno nascosto di molte persone. Il risultato è stato coinvolgente e loro sono rimasti entusiasti e non dimenticheranno mai questa esperienza.

-Come trascorri il tempo quando non sei al lavoro?

A parte la famiglia, c’è la musica, la chitarra, lo sport. Mi piace correre, viaggiare quando è possibile, soprattutto quando sono in ferie, perché avendo l’attività commerciale sono particolarmente impegnato e non ho il tempo per fare altro.

-Nel 2019 il negozio di ottica, dopo 50 anni si è trasferito da via Emerico Amari 127, in via Notarbartolo 22B. Come hai vissuto questa nuova avventura?

La nuova avventura, alla fine, si è rivelata una scelta positiva, perché il centro storico di Palermo è cambiato, non era più come il centro storico di 50 anni fa, una volta era un centro commerciale a cielo aperto, un posto di ristorazione fondamentalmente. Adesso, commercialmente ha perso molto. Quindi questa nuova apertura in via Notarbartolo invece, si è spostata sicuramente in una zona più commerciale della città.

-Chi sono i tuoi clienti e quali sono le loro esigenze?

I miei clienti vanno dai bambini alle persone adulte, non c’è un cliente specifico, però è chiaro che i nostri acquirenti sono quelli che cercano qualcosa in più, che provano sicuramente ad avere una qualità di servizi, perché tengono molto alla salute della loro vista e della loro visione.

-Cosa si intende per riabilitazione visiva?

S i intendono delle tecniche di training che si utilizzano per migliorare quelle che sono le eventuali imprecisioni o eventuali deficit delle funzioni della vista, in particolare quelle legate ai muscoli oculari.

-Perché è così importante il controllo della vista?

E’ importante non soltanto controllare la vista, ma fare anche la visita oculistica e quindi controllare lo stato di salute del proprio occhio e la qualità della propria visione, al fine di avere una visione binoculare, che significa vedere con due occhi, poiché l’occhio non serve solo a vedere ma è anche un recettore che invia informazioni al cervello.

-Quali sono le principali malattie che colpiscono gli occhi?

Le principali patologie visive sono la cataratta, il glaucoma, la retinopatia e la degenerazione maculare, ma soprattutto quelle del “Benessere”, del diabete e della longevità come la degenerazione maculare senile, che sono tra le più invalidanti e in previsioni future in costante aumento.

-I nostri occhi sono gli organi per interagire con il mondo?

L’85% delle nostre funzioni globali dalla nascita in poi dipendono dagli occhi.

-Quali passi avanti ha fatto la scienza degli occhi in questi ultimi anni?

Del mondo degli occhi si conosce molto. Delle patologie sappiamo molte cose rispetto al passato. Ci sono nuovi rimedi e nuove cure, alcune molto innovative ed efficaci. La tecnologia in campo olftamologico cresce continuamente, sia in termini di diagnosi che di terapia.

-Quali sono i progetti dell’ottica Galeazzo nel 2024?

Personalizzare sempre di più un prodotto, fatto al massimo della qualità e che dia anche piacere ad indossarlo per i nostri clienti.

-Puoi inviare un messaggio a tuo padre, qualcosa che non gli hai mai detto in questi anni?

Posso dirgli solo grazie, sia per avermi trasmesso la passione per questo mestiere, sia per avermi consentito di portare avanti il suo percorso e il nome con onore e per aver continuato il lavoro dell’azienda, in maniera corretta.

-Ed ecco invece cosa ha detto tuo padre rispondendo alla mia stessa domanda:

“ Benny è il figlio che tutti genitori vorrebbero avere. Sin da piccolo non mi ha dato mai alcun problema, sono molto orgoglioso che abbia preso e continuato la mia attività, facendo ancora meglio, in realtà non mi ha sostituito, è andato oltre, è andato più lontano”…