“Scherza con i Fanti ma lascia stare i Santi”. Premetto che non è mia intenzione urtare la sensibilità di nessuno, né tantomeno scherzare su una Festività, come quella di San Giuseppe, molto sentita a Ribera.
Ma non si può negare che in ogni festività religiosa il sacro si mescola con il profano, con il secondo che spesso prevale sul primo. Ovviamente non scrivo allo scopo di fare la morale a nessuno, ma vista l’importanza che noi riberesi diamo a questa ricorrenza, non riesco a trattenermi dal mettere in risalto alcuni dei nostri usi e costumi relativi alla festa di “San Giseppi”.
La prima cosa certa è che quando si tratta di Santi, a Ribera, come si suole dire: “Si ferma lu roggiu”. San Giuseppe, San Nicola, San Giovanni Bosco, Sant’Antonino, San Francesco. Ogni Santo ha la sua festa.
Già da qualche settimana, lungo il corso principale del Paese è possibile ammirare le luci a forma di arco, un’illuminazione così non si è vista nemmeno a Natale.
Il programma è ricco di appuntamenti, iniziati già da domenica 9 marzo. Ma mi concentro sul giorno della Festa. Alle ore 7 del mattino è in programma l’Alborata, ovvero lo sparo dei cosiddetti “Mascuna”, ovvero svegliarsi convinti che stiano bombardando la città. Niente paura. Realizzeremo subito che è un giorno di Festa e ci alzeremo di buon umore, perché alle ore 13 ci aspetta la “Distribuzione della minestra”. Il fatto che non sia una degustazione, bensì una “distribuzione” apre scenari interessanti.
Quando si tratta di mangiare gratis a noi riberesi non ci batte nessuno. Ovviamente ci rechiamo agli altari un po’ prima dell’orario prefissato, per evitare la calca e per metterci pronti con il piatto e il cucchiaio in mano. Ogni tanto, senza dare nell’occhio e senza mostrarci impazienti ci avviciniamo al “casdarone” per chiedere a che punto sia la cottura. Ed ecco sentire urlare la signora che fino a quel momento ha mescolato la minestra: “Pronta è!”. Un urlo che per intensità e passione ricorda il gladiatore e il suo “Al mio via scatenate l’inferno”.
Da quel momento la nostra mente rimuoverà il fatto di essere davanti ad un altare e il nostro unico obiettivo sarà quello di saziare la nostra ingordigia.
Senza nulla togliere agli altri, ma mi è arrivata voce che al “Cozzo” di solito il menù è abbastanza ricco, quindi credo che mi troverete lì a sgomitare per la mia porzione di minestra.
Ps. Voi che vi avvicinate alla pentola con due piatti in mano trovate una scusa migliore di: “Uno è pi me maritu assittatu dda”. Ma dda unni?.





