Ludopatia, la febbre del gioco d’azzardo. Una dipendenza in crescita anche in Sicilia.

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Coinvolge una quota fra il 2 ed il 4% della popolazione. Ora potrà essere curata dal servizio sanitario regionale grazie all’inserimento nei livelli essenziali di assistenza.
I piani di prevenzione della Regione siciliana:
Si stima che possa coinvolgere fra le 100 e le 200 mila persone. La febbre del gioco che va sotto il nome di ludopatia è, in realtà, una vera e propria malattia tanto da essere stata recentemente inserita nei LEA ovvero i livelli essenziali di assistenza.
La malattia del gioco, quindi, può essere curata e per farlo ci si può rivolgere al sistema sanitario, ma può anche essere prevenuta.
La Regione siciliana si attrezza con piani di prevenzione per contrastare il gioco d’azzardo.
Secondo le più recenti stime la ludopatia colpisce i maschi in età adolescenziale quindi intorno al 15-16 anni ed è una malattia che si può protrarre per decenni se non curata, fino a portare alle conseguenze peggiori
quelle che causano il dissipamento di interi patrimoni e la distruzione di famiglie sane.
Le donne non sono esenti dalla febbre da gioco. Per loro, però, la malattia insorge dopo i vent’anni. Si registrano casi in cui si presenta anche sui 40.
Le strategie ed i piani di prevenzione della Regione siciliana saranno presentati durante un incontro fra esperti promosso dall’Assessorato per la salute, dipartimento attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico della Regione Siciliana che si articolerà su due giornate di studi e confronto nell’ambito delle quali saranno presentati i piani

L’appuntamento è per lunedì 9 dicembre alle 9,30 a Palermo all’Hotel Piazza Borsa, via dei Cartari,18.