Ribera: Mercoledì 28 ottobre giornata di protesta degli agricoltori sulla SS 115, nei pressi del fiume Verdura

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Continua la protesta degli agricoltori agrigentini che hanno indetto per mercoledì alle 10,00 un sit-in sulla strada statale 115, nei pressi del fiume Verdura, per denunciare che senza agricoltura non c’è cibo, ambiente e salute. La manifestazione, che è autorizzata e non costituirà un posto di blocco della viabilità, è stata organizzata dal coordinamento agricoltori siciliani. Segue di alcuni giorni l’incontro che sindaci, sindacati, associazioni agricole hanno avuto ad Agrigento con il prefetto Caccamo e il presidente del Libero Consorzio Pendolino nel corso del quale era stata presentata una piattaforma di richieste rivendicative per sbloccare la grave crisi del comparto agricolo in quanto i coltivatori continuano a ripetere che non si può produrre a perdere.

Il sit-in, a cui prenderanno parte agricoltori e sindaci di tutta la provincia, da Licata alla Valle del Belice, valuteranno la risposta che la prefettura di Agrigento ha ottenuto dalla Regione Siciliana per l’istituzione immediata di un tavolo tecnico permanente nel quale esaminare le problematiche più urgenti, a cominciare dalla vendita dei prodotti agricoli i cui prezzi sul mercato hanno subìto il tracollo del 50 per cento, come l’olio extravergine d’oliva, con occhio al mercato dell’uva e del grano che già accusa colpi bassi.

Sono pronti gli slogan coniati per la manifestazione di mercoledì sui cui cartelloni si legge: “Se muore l‘agricoltura, muore l‘Italia Gli agricoltori non possono vendere la produzione primaria sottocosto. Le aziende sono al fallimento. Senza un giusto reddito per gli agricoltori, rischiamo meno cibo, un ambiente più fragile e una salute più a rischio”. La manifestazione – assicurano gli organizzatori – si svolgerà in uno spiazzo adiacente alla strada statale e non dovrebbe creare problemi alla circolazione veicolare dell’arteria che collega i territori di più province.

La piattaforma generale agricola del comparto racchiude un decalogo prevede il reddito e giusto prezzo ai produttori, l’emergenza acqua e siccità, la burocrazia, la difesa del Made in Italy, i giovani e il ricambio generazionale, energia e autonomia delle aziende, tutela dell’agricoltura, ambiente e sostenibilità, lotta alla fauna selvatica, la sovranità alimentare.