Campobello di Licata: Martedì 19 agosto “Questa è la mia terra”

113

 

 

Una piazza per il “diritto a restare”: a Campobello di Licata la serata pubblica di “Questa è la mia terra”. Dopo due giorni di lavoro collettivo sul tema del “diritto a restare”, Campobello di Licata apre il confronto alla città con una serata pubblica in piazza. L’appuntamento è per martedì 19 agosto, alle ore 21.00, nel cuore del paese, in piazza XX Settembre, con interventi e testimonianze di ospiti nazionali e locali.

Sul palco si alterneranno:

Teresa Fiore, docente alla Montclair State University (New Jersey), che racconterà le radici storiche delle migrazioni siciliane e le loro trasformazioni nel tempo.

Laura Anello, presidente de Le Vie dei Tesori, che presenterà l’esperienza di mappatura delle comunità di restanza condotta in Sicilia.

Maurizio Piscopo, maestro-scrittore autore del libro “Ci hanno nascosto

Danilo Dolci”, che condividerà la sua esperienza educativa e il messaggio

civile del grande intellettuale siciliano.

La serata vuole essere non solo un momento di riflessione, ma soprattutto un’occasione di comunità: portare il tema del “diritto a restare” fuori dalle sale di lavoro e dentro la piazza, aprendo il confronto anche a chi non ha partecipato al percorso.

A seguire, dalle 23.00, la piazza si animerà con un grande momento musicale collettivo, che vedrà insieme Avarello, Belfiore, Garpets 30k, Borzellino, Libero Reina e altri artisti, in un concerto corale che chiuderà la giornata con musica e festa fino a tarda notte.

L’evento rientra nel percorso di “Questa è la mia terra”, il festival nato a Campobello tre anni fa e diventato un punto di riferimento per chi in Sicilia vuole discutere, costruire e immaginare alternative concrete allo spopolamento e all’emigrazione giovanile.

La dichiarazione di Maurizio Piscopo per Ripost

“A Campobello di Licata racconterò la mia esperienza vissuta da maestro nelle scuole

difficili di Palermo, continuerò a farlo con la lapa-book in giro per la Sicilia.

Quest’isola è il luogo che mi ha visto nascere. Più volte ho pensato di lasciare la

Sicilia. “In passato ho vissuto a Roma, Milano e Parigi. Da quando sono tornato a

Palermo, ho sempre pensato di non lasciare mai la mia terra. E’ mio impegno girare

tra i bambini della scuola elementare e nelle carceri, per portare un messaggio di pace

e fratellanza seguendo l’esempio di Danilo Dolci, che a mani nude voleva cambiare

il volto della Sicilia. Quest’isola è il luogo che mi ha visto nascere e crescere

culturalmente. Voglio impegnarmi in prima persona per cambiare la mia terra,

facendo volontariato, scrivendo nuovi libri, raccontando il mondo che conosco

meglio, donando agli altri quello che ho vissuto in questi anni tra letture, incontri e

viaggi, partendo da Favara paese difficile ed amaro. Desidero dar voce al racconto

che mi ha dedicato lo scrittore Vito Lo Scrudato dal titolo: Un Maestro è per

sempre”.