Ribera: Azione legale degli agricoltori che non possono irrigare gli agrumeti

740

La situazione idrica in provincia, specie nel comprensorio riberese, è diventata drammatica perché, in un periodo di grave emergenza idrica decretata nei giorni scorsi dal presidente Schifani per un altro anno, ancora non si conoscono la programmazione della campagna irrigua e i volumi dell’acqua delle dighe oggi disponibili. Gli coltivatori, quelli dell’associazione “Liberi Agricoltori” ieri si sono rivolti ad un legale, informando tutte le autorità istituzionali della Regione, responsabili della gestione e distribuzione dell’acqua, e anche il prefetto di Agrigento, “a tutela del loro diritto di preservare la vita delle colture e il sostentamento delle famiglie”.

Due sono – ribadiscono da settimane migliaia di agricoltori – le difficoltà che minacciano l’economia agricola. L’acqua del fiume Sosio-Verdura che continua a viaggiare ancora a mare, dato che sabato mattina dalla cascata dell’Enel a Poggio Diana un grande flusso è stato scaricato nel letto del fiume. Poi, i 220 dipendenti del consorzio di bonifica AG 3 che da due mesi e mezzo sono senza stipendio e che si recano al lavoro nelle sedi zonali più vicine alle loro residenze perché non hanno i soldi per acquistare il carburante delle auto.

Il sindaco di Ribera Matteo Ruvolo, in un’assemblea di agricoltori, ha detto di recente: “L’acqua invasata di poco più di 3 milioni di metri cubi, proveniente dalle dighe Castello e Raia, per tutto il comprensorio, è poca. Ne servono almeno altri due milioni, senza danneggiare la distribuzione idrica ad uso potabile garantita per i comuni agrigentini e palermitani serviti dagli invasi Piano del Leone e e Fanaco, l’anno scorso di questi tempi letteralmente vuoti, ma oggi con più di 5 milioni di metri cubi”.

Gli agricoltori hanno in bocca e ripetono le parole del presidente della Regione Renato Schifani quando a marzo indignato esclamò pubblicamente: “E’ scandaloso che l’acqua vada a mare in un periodo di grave siccità e di continua emergenza”. Purtroppo, ieri mattina alcuni agricoltori hanno filmato la rupe di Poggio Diana da cui un mare d’acqua si riversava sul fiume Verdura senza sbarramenti e quindi finiva la sua corsa nel Mediterraneo.

C’è infine il rischio che la stagione irrigua già prossima per l‘ondata di calura non possa essere avviata perché i lavoratori, senza stipendio (in zona Cesarini ieri hanno pagato marzo), vanno al lavoro ogni mattina nelle sedi più vicine, ma hanno attivato sostenuti dai sindacati della Flai Cgil e Filbi Uil, dei presidi permanenti di mobilitazione, pomeriggio e notte, nelle aree di Ribera, Sciacca e Cammarata, bloccando al momento le attività di distribuzione idrica irrigua quasi in itinere. L’ultima novità sui pagamenti arretrati riguarda la convocazione a Palermo presso la sede legale del consorzio di bonifica AG 3 di una riunione per martedì 10 giugno alle 10, con oggetto le mensilità arretrate, visto che mancano i pagamenti di aprile, maggio e, a giorni, giugno, con la quattordicesima.