Agrigento: Le dighe agrigentine riempite a metà. Hanno a maggio 40 milioni di metri cubi d’acqua

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Le otto dighe agrigentine sono riempite a metà della loro capacità di invasamento. Alla data di ieri, secondo i dati comunicati dall’Autorità di Bacino della Regione, negli invasi sono presenti circa 40 milioni di meri cubi d’acqua che equivalgono alla quantità idrica disponibile a maggio dell’anno scorso. La situazione oggi è drammatica per gli usi agricoli e in parte per la destinazione civile, come drammatica e dannosa è stata la stagione estiva scorsa quando in molti comuni agrigentini l’Aica ha disposto la razionalizzazione dell’acqua potabile e quando le aziende agricole hanno perso o registrato danni pesanti nella produzione degli agrumeti, pescheti, vigneti ed uliveti.

Nella passata stagione autunnale ed invernale le piogge sono state scarse e i torrenti hanno fatto affluire acqua nelle dighe nella misura dell’anno scorso. Queste le cifre registrate in questi giorni negli invasi della provincia (tra parentesi la quantità d’acqua in milioni di metri cubi presente del 2024): Castello 9.633.00 (9.070.000), Fanaco 5.355.840 (1.170.000), Piano Leone 3.343,500 (1.044.000), Prizzi 4.206.731 (3.060.000), Arancio 9.060.000 (16.700.000), San Giovanni 8.038.000 (8.820.000), Gorgo 0.460.000 (0.880.000), Furore 1.410.000 (1.160.000). La quantità è quasi la stessa al Castello di Bivona, al San Giovanni e Furore di Naro. C’è un leggero aumento al Raia di Prizzi, al Leone di Santo Stefano Quisquina e al Fanaco di Castronovo di Sicilia. Il dato allarmante è quello dell’Arancio di Sambuca di Sicilia dove l’acqua è passata dai 16 ad appena 8 milioni di metri cubi, destando preoccupazione tra le aziende di Sciacca e dei paesi della Valle del Belìce.

Va detto che dell’attuale quantità d’acqua invasata in tre dighe (Castello, Piano Leone e Prizzi) l’utilizzo è promiscuo perché prima dell’agricoltura hanno la precedenza nell’utilizzo una decina di comuni agrigentini e la cittadina di Corleone che prelevano per i serbatoi comunali, tramite potabilizzatori, 24 ore su 24. L’acqua del Fanaco invece è tutta destinata ad uso potabile. Le previsioni per l’estate sono allarmanti quanto quelle dell’anno scorso perché ormai a giugno non sarebbero previste piogge. Agricoltori e deputazione insistono affinché venga realizzata una diga sul fiume Verdura la cui acqua va inutilizzata a mare da sempre.