Ribera: Chiesti alla Regione 814 mila euro per i servizi sociali e le prestazioni socio-sanitarie

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Il Comune di Ribera, centro capofila di 7 paesi, ha chiesto alla Regione un finanziamento complessivo di 814 mila euro per il rafforzamento dei servizi sociali e delle prestazioni socio-sanitarie del territorio. Il comitato dei sindaci del distretto socio-sanitario D6 ha redatto il piano di zona 2022-2024 da inoltrare all’assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro per l’approvazione definitiva.

Il piano mette a disposizione un budget complessivo pari a 814 milioni di euro per il triennio, a valere sulle risorse del Fondo Nazionale Politiche Sociali che saranno impiegate per garantire i livelli essenziali delle prestazioni sociali, con attenzione alle esigenze che riguardano gli anziani, al fine di ridurre in modo concreto le disparità di accesso ai servizi sul territorio.

Le risorse del piano di zona consentiranno di attuare interventi articolati su più livelli come il rafforzamento dei servizi sociali, con il potenziamento del numero di assistenti sociali professionali per raggiungere i target assistenziali minimi nei Comuni e creazione di équipe multidisciplinari stabili a livello distrettuale (assistenti sociali, psicologi ed educatori) per la gestione integrata delle persone vulnerabili; il consolidamento dei punti unici di accesso, con l’implementazione degli sportelli integrati per unificare l’accesso alle prestazioni socio-sanitarie e orientare i cittadini e facilitare la presa in carico globale della persona; l’integrazione socio-sanitaria, mediante la continuità nell’azione coordinata tra i servizi sociali dei 7 Comuni ed i servizi sanitari dell’Asp.

 

“Le azioni progettuali – dice l’assessore comunale al ramo Davide Caico – indirizzeranno le risorse verso settori prioritari per l’ambito della disabilità e non autosufficienza, per l’area dell’infanzia e l’adolescenza, con azioni di supporto educativo, tutela dei minori e contrasto alla povertà educativa e per il contrasto alla povertà e marginalità adulta”.