BURGIO: Festa grande per il centenario Gioacchino Maniscalco

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Il paese è in festa per il nonnino Gioacchino Maniscalco che nella giornata di ieri è stato festeggiato a casa, in chiesa, all’ufficio postale e al centro comunale dell’ex casello ferroviario per aver compiuto la veneranda età di 100 anni. Torte, spumante, palloncini colorati, fiori, regali e tanti auguri dai suoi concittadini ai quali ha tenuto a comunicare il raggiungimento del notevole traguardo. In mattinata, festa in casa curata dai familiari e all’ufficio postale di via Leone voluta, in quanto cliente, dal direttore Paolo Colletti, con l’operatrice Accursia Termine. Di pomeriggio, invece, santa messa in chiesa madre officiata dal parroco don Davide La Corte e altra festa organizzata dall’amministrazione comunale nei locali dell’ex casello ferroviario dove il sindaco Enzo Galifi, alla presenza del presidente del consiglio Mario Merlino, di assessori e consiglieri, ha donato all’arzillo centenario una targa ricordo in bronzo su velluto con lo stemma comunale.

Una bella figura di anziano in buona salute, con un’ottima memoria. E’ stato un intraprendente imprenditore agricolo e fino a qualche anno fa guidava la macchina. Ha avuto tre fratelli e una sorella. Con la moglie Rosalia Campione, sposata in chiesa madre il 7 ottobre 1950 e deceduta il 25 febbraio 2012, ha visto la famiglia crescere con Antonino e Gina, con i nipoti Lia e Gioacchino, Francesca e Gino e con i pronipoti Emma, Giorgio, Elisa e Antonino. Vive a casa, assistito dal figlio Antonino e dal nipote omonimo Gioacchino.

I suoi ricordi sono ancora vivi e ci racconta la sua grande avventura nell’attraversare tutta l’Italia alla fine della seconda guerra mondiale. “Avevo 19 anni e nel 1943 partii per la guerra. Ero a Pisa con 4 compaesani – ci dice – e siamo fortunatamente scampati al bombardamento aereo della caserma. Fu un miracolo. Ritornammo in Sicilia, percorrendo a piedi lungo la ferrovia e per 40 giorni la penisola, per mangiare abbiamo barattato di tutto. Spesso chiedo a mio figlio Antonino di accompagnarmi in campagna per ammirare i campi e le piante da frutto”.