Agrigento: 20 comuni devono restituire alla Regione Siciliana oltre 150 mila euro per i processi di Democrazia Partecipata

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In provincia di Agrigento sono ben 20, la quasi totalità dei richiedenti, i comuni che dovranno restituire alla Regione Siciliana i finanziamenti richiesti, concessi e già incassati per attivare i processi di Democrazia Partecipata relativi al 2021. Lo rende noto una nota dell’assessorato regionale alle Autonomie Locali e Funzione Pubblica che ha già scritto qualche giorno fa agli enti locali interessati con la richiesta specifica di restituire le somme assegnate e non utilizzate. Dei 20 comuni richiedenti soltanto i tre hanno utilizzato per intero o parzialmente i finanziamenti assegnati ai quali non hanno fatto seguito alcuna iniziativa amministrativa.

Complessivamente, i comuni agrigentini sanzionati, stando ai nominativi e alle cifre fornite dalla Regione Siciliana, dovranno restituire circa 157.904 euro. Soltanto tre comuni hanno utilizzato e giustificato le spese programmate. Si tratta di Calamonaci che ha ricevuto la somma di 8.062,00 euro e che ne ha speso 7.500,00 per cui dovrà restituire 562 euro, di Comitini che dovrà inviare appena 20 euro a fronte del finanziamento ricevuto, ma utilizzato soltanto per 6.060 euro ed infine di Santo Stefano Quisquina il cui comune ha incassato 14.042,00 euro, ha speso 12.606,00 e dovrà pertanto inviare all’assessorato regionale 1.436 euro.

Gli altri 17 comuni agrigentini beneficiari delle somme di Democrazia Partecipata sono (tra parentesi la somma in euro assegnata per paese): Agrigento (7.118,00), Alessandria della Rocca (20. 742,00), Casteltermini (5.100), Favara (794,00), Lampedusa e Linosa (29.250,00), Licata (1.822,00), Lucca Sicula (8.814,00), Menfi (2.846,00), Montallegro (11.284,00), Naro (5.130), Palma di Montechiaro (13.214,00), Porto Empedocle (5.232,00), Racalmuto (12,622,00), Realmonte (15.564,00), Ribera (1.800,00), Sciacca (12.872,00) e Villafranca Sicula (5.396,00).

Ci sono in Sicilia 72 casi dubbi, per i quali secondo “Spendiamoli Insieme” il processo si è svolto regolarmente e secondo la Regione invece no. La spiegazione principale per questi casi potrebbe essere un errore di comunicazione tra Regione e comuni riguardo ai dati sui processi di Democrazia Partecipata che la Regione Siciliana ha richiesto con la circolare n. 11 del 6 ottobre 2023.

Tra i comuni sanzionati e che però hanno svolto il processo, in provincia di Agrigento, sono sette e precisamente: Alessandria della Rocca, Lampedusa e Linosa, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Racalmuto, Realmonte, Sciacca . Per il 2021, secondo le rilevazioni di “Spendiamoli Insieme”, sono diverse le città siciliane sanzionate che in realtà hanno svolto il processo di democrazia partecipata. Sono stati ben 19, su un numero complessivo di 43, i comuni agrigentini inadempienti che nel 2020 sono stati inclusi nell’elenco dei debitori per il recupero finanziario ai sensi della legge 28 gennaio 2014 n.5. Pare che tutti i comuni siano stati inadempienti a causa della pandemia del covid 19.

La legge regionale siciliana sulla Pemocrazia partecipata impone a tutti i Comuni di spendere almeno il 2 % dei fondi che ricevono ogni anno dalla Regione chiedendo a persone e associazioni di proporre progetti e poi scegliere quali finanziare. Se non lo fanno, si applica la sanzione: l’obbligo a restituire le somme.