Conosco Edoardo Lazzara da alcuni anni, me l’ha fatto conoscere Lino Buscemi durante la presentazione dello Zibaldone palermitano. Ricordo che siamo entrati subito in simpatia. Edoardo è un personaggio storico di questa città, lo conoscono tutti. Tra i suoi hobby c’è il cinema, la palestra e il tennis. Il tempo libero lo dedica alla famiglia e ai quattro nipoti. I suoi film preferiti sono: La vita è bella di Roberto Benigni, Nuovo Cinema Paradiso, Baarìa di Giuseppe Tornatore, ma ama molto anche i Thriller. Tra le altre passioni ci sono i viaggi, per conoscere luoghi, tradizioni e piaceri culinari. Ama molto cucinare, gli piace preparare pietanze per tutta la famiglia, spesso sperimenta e modifica nuove ricette.

Ma andiamo a conoscere da vicino Edoardo Lazzara…
-Come si diventa editore?
Posso raccontare un pò di me. Intanto, non ritengo di essere un editore puro, come tanti editori di Palermo, penso che come mio padre sono stato un tipografo-editore. Mi chiederai qual è la differenza? Sia io che mio padre , proveniamo da scuole tipografiche, quando ci viene proposto un volume, già mentre ci viene illustrato, lo immaginiamo nella veste tipografica e non editoriale.Non abbiamo mai fatto un contratto editoriale con nessuno degli autori pubblicati e nessuno ha mai chiesto nulla in cambio. Non abbiamo mai avuto nessun aiuto o contributo pubblico. Spesso l’autore o gli autori contribuiscono alle spese di stampa del volume o addirittura lo pagavano per intero, ricevendo magari delle copie stampate.Tutto ciò per dirti, che forse siamo sempre stati scelti per la cura e la passione che si dedica alla realizzazione dei volumi. Noi abbiamo avuto oltre alla S.T.ASS. Tipografia ed Editrice, la Edizioni Grifo, l’edizioni ED.RI.SI e le Arti Grafiche Palermitane Edizioni.
-Quando nasce il tuo amore per la stampa e per i libri soprattutto?
Penso me lo abbia passato mio padre nel DNA, io devo tutto a lui, ai suoi insegnamenti. Per me è stato un padre, un fratello, un amico e mi manca tanto. Mi mancano i suoi consigli e le lunghe chiacchierate, ricordando sia le persone conosciute che i libri.
-Ricordi il primo libro che hai letto?
A parte quelli scolastici, due libri che mi regalò mio padre, Il Tipografo Stampatore e “Tipo Composizione – dalla scrittura alla stampa”, due meravigliosi testi che contengono l’arte del tipografo con i cicli completi della stampa, volumi del 1950, che conservo gelosamente. Nascendo linotipista, poi fotocompositore e grafico impaginatore, insomma sono stato sempre sulle tastiere. Dalle mie mani sono passati tantissimi testi, pensa che quando ho fatto il militare in aeronautica, mi misero alle telescriventi, quindi anche lì alle tastiere.

-Com’è cambiata culturalmente la città di Palermo in questi anni?
Bellissima domanda, ma richiederebbe un discorso sicuramente molto lungo e profondo. Negli ultimi anni abbiamo assistito a cambiamenti radicali della nostra città, luoghi, monumenti, mestieri, attività scomparse, interi quartieri trasformati, vedi i mercati di Ballarò, Vucciria, Capo, oggi frequentatissimi da turisti, e giovani. I quartieri sono stati trasformati in movida, soprattutto notturna. Fortunatamente vengono realizzate anche manifestazioni culturali (La via dei librai – Palermo apre le porte – Le vie dei Tesori – La scuola adotta un monumento – Notti bianche ai musei). Sono tutte iniziative nate con lo scopo di portare cittadini e giovani (ormai troppo distratti da telefonini, social e TV spazzatura), per conoscere ed amare di più la nostra città, le nostre tradizioni.

-Puoi commentare questa frase: “Ogni libro nasce per un lettore”!
Non credo sia così, anzi ritengo che su ogni libro, ci sia sempre qualcosa che possa interessare tutti, sarà poi il lettore più o meno attratto dall’argomento a farne tesoro.
-Quali sono i libri che non passeranno mai di moda e che si leggeranno sempre secondo te?
Sicuramente quelli di storia e tradizioni popolari.
-Lino Buscemi su Repubblica ha pubblicato un ricordo di tuo padre insuperabile. Com’ è stato il rapporto con lui, cosa ti ha insegnato?
Lino Buscemi grande amico di mio padre e mio, ha scritto un bellissimo ricordo. Come ti dicevo prima, devo tutto a mio padre è stato il mio maestro in tutto, nel lavoro e nella vita, mi mancano tanto le chiacchierate e i suoi consigli.
-Un giorno lo scrittore Rosario la Duca ha dichiarato pubblicamente: “Se i miei libri riscuotono il consenso dei lettori lo devo anche a Totò Lazzara, mio amico e tipografo, innamorato del suo lavoro”… Cosa c’è dietro queste parole molto significative ?
Fra Rosario La Duca e Totò Lazzara mio padre, c’era una sintonia fantastica, La Duca pensava a un testo e mio padre subito ne elaborava il progetto, avendo totale carta bianca da lui. Insieme non hanno mai sbagliato un libro, sono riusciti a realizzare tutti volumi di successo che resteranno nella storia. Conservo un centinaio di vignette realizzate da Rosario La Duca, con la sua autorizzazione a pubblicarle post-mortem, tutte di un umorismo esilarante, io immagino il titolo di questo volume: “L’umorismo nelle vignette di Rosario La Duca”.

-Tuo padre era equidistante dalla politica, ma manteneva ottimi rapporti con intellettuali e progressisti, era amico di scrittori, poeti, fotografi, pittori, scultori. Era grande amico di Leonardo Sciascia, Massimo Ganci, Antonino Buttitta, Giovanni Sprini, Gianni Puglisi, Romualdo Giuffrida, Giuseppe La Grutta, Salvatore Fiume, Maurilio Catalano, Raffaello Piraino, Nicolò D’Alessandro, i fratelli Piersanti e Sergio Mattarella,Tono Zacanaro, Edo Janic, Giovanni Sprini, Ciccio Giunta, Salvatore Pedone e molti altri.
-Si dice che a Rosario La Duca non faceva mai mancare il Biancosarti…Che ricordi hai di quegli anni, della Palermo da bere?
Ricordi meravigliosi, mio padre riuscì a trasformare il suo luogo di lavoro in un salotto culturale, durante il giorno e la sera tutti questi personaggi venivano sia per proporre idee di lavoro, ma anche per incontrarlo e incontrarsi con altri personaggi della cultura palermitana. Una sera d’estate oltre a Rosario La Duca c’erano altri amici e con mio padre tirammo fuori qualche bottiglia, fra cui il famoso Biancosarti per La Duca, una volta chiesi a La Duca se volesse qualche cubetto di ghiaccio nel Biancosarti, risposta:- “Edoardo se hai cubetti di Biancosarti puoi metterli”.

-Tuo padre era alto un metro e 85 pesava cento chili era un gigante buono e non incuteva alcuna soggezione. Come era Totò Lazzara in famiglia e con i figli soprattutto?
Papà e poi nonno meraviglioso amava la famiglia. Non ricordo mai un ceffone, bastava uno sguardo per mettermi subito in riga, ho amato lui e la mia mamma molto intensamente.
-Oltre alla Stass tuo padre ha fondato le edizioni Grifo e la casa editrice Edrisi con le quali ha pubblicato libri, pregevoli, cartelle d’arte, stampe palermitane, testi di tradizioni popolari come Pitrè, Salamone, Amabile Guastella, i Quaderni del Centro Giuseppe Impastato diretti da Umberto Santino ed Anna Puglisi. Puoi confermare che i primi libri di Sellerio sono stati stampati da tuo padre: “Palermo felicissima”, “Il peccato di fare”, “La tonnara di Scopello”, “i 4 volumi della città perduta di Rosario La Duca”, “Il Papa a Palermo e nel Belice Ed. Giada con prefazione del cardinale Pappalardo”…
Assolutamente si. Ricordo le tante prove di stampa con Enzo Sellerio per le copertine, o le domeniche mattina a casa Sellerio con mio padre, per preparare i menabò allora con le bozze dei testi e le fotografie da ritagliare e incollare sui fogli tagliati a dimensione finale del volume. Ricordo con piacere Antonio e Olivia Sellerio da piccoli, che giocavano per casa, ricordo la signora Elvira che veniva a vedere i lavori e ci offriva qualcosa da bere o il caffè, insomma sono ricordi molto belli, indimenticabili.
-Dove si trova tutto il patrimonio culturale e librario pubblicato da Totò Lazzara, “Palermo e i venditori ambulanti”, “Il vocabolario siciliano di Giuseppe Perez”, “Palermo e il suo passato”?
Alla morte di mio padre con le mie tre sorelle ognuno di noi ha preso volumi dalla sua biblioteca, insieme abbiamo deciso di donare buona parte dei volumi circa 3.500 alla biblioteca del “No Mafia Memorial”, con sede a Palazzo Gulì in via Vittorio Emanuele 353, con promessa di vedere una targa in ricordo di Totò Lazzara sulla parte di scaffali dedicata.
-Ho letto che Rosario La Duca alle nozze dei figli di Lazzara ha regalato un libro di valore. Quale libro hai ricevuto, lo conservi ancora?
Assolutamente si, mio padre lo ristampò e lo donammo a tutti gli invitati per le mie nozze. Il titolo era “Una Festa Nuziale” celebrata nel 1574, ristampato per le nozze “Pitrè-Vitrano” nel 1877 e ristampato per le nozze “Lazzara-Scalici” le mie nel 1981. Rosario La Duca, regalò un volumetto anche alle mie tre sorelle per le loro nozze, e i quattro volumi contengono la prefazione-dedica da lui scritta.

-Qual è l’importanza dello Zibaldone Palermitano che continui a pubblicare ogni anno. Cosa c’è all’interno oltre ai racconti, le storie e le curiosità e una parte della tua vita?
Lo Zibaldone è una mia creatura, io lo adoro, intanto è un ricordo di mio padre, poi lo vivo a 360 gradi, dalla ricerca all’impaginazione, pur essendo un volume in perdita, continuo a stamparlo per l’amore alla nostra città, per tramandare la memoria ai giovani, lasciare una traccia. Oggi lo Zibaldone Palermitano vanta la collaborazione di firme autorevoli: Salvatore Pedone che ha inaugurato il primo Zibaldone nel 2016 con il grande entusiasmo di mio padre e mio, Sebastiano Catalano uno dei maggiori fruitori del materiale con me dal 2018, Lino Buscemi con le sue prefazioni e articoli dal 2018 ci accompagna, Vittorio Noto, Lea Di Salvo, Gino Pantaleone, Aldo Scimone, Gianluca Pipitò, Giovanni Basile e altri. Non me ne voglia nessuno se dimentico qualcuno.
-Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Un paio di progetti per il futuro, che seguo da qualche anno, spero si possano realizzare, una gran bella mostra, che nasce da una collaborazione con un grande amico autore (Tindaro Gatani), che vive in Svizzera, e un volume sui Gesuiti Siciliani in Cina, poi collaboro e pubblico volumi con la Camera di Commercio Italiana per la Svizzera da diversi anni, collaboro con CSD Centro Siciliano di Documentazione Giuseppe Impastato e tante altre associazioni. Ho offerto sempre la massima disponibilità a tutti per consigli o collaborazioni.
Un ringraziamento allo scrittore-fotografo Salvatore Indelicato per le didascalie nelle foto.






