Importante provvedimento della Regione Siciliana che consentirà ad alcune dighe agrigentine di invasare un maggiore quantitativo d’acqua da destinare agli usi soprattutto agricoli. Sono stati approvati i piani di gestione delle dighe “San Giovanni” e del laghetto “Gorgo” (nella foto). L’Autorità di Bacino del distretto idrografico di Sicilia, tramite la presidenza della Regione, ha approvato il piano di gestione della diga San Giovanni e del cosiddetto laghetto Gorgo, entrambi nell’Agrigentino. La prima, che sbarra il torrente Naro, si trova nel comune omonimo, il secondo invece, costruito lungo il “Fosso Gurra”, sorge nel territorio di Montallegro, a fianco della SS 115. Si tratta di un altro passo decisivo per la dotazione idrica di due invasi destinati ad uso irriguo, che consentirà un più efficace utilizzo e maggiori quantitativi d’acqua a disposizione di migliaia di agricoltori della zona.
Il via libera al piano di gestione della diga San Giovanni, che presenta una capacità d’invaso totale di 16,3 milioni di metri cubi d’acqua, consentirà un quadro previsionale delle operazioni di svaso, sfangamento e spurgo connesse con le attività di manutenzione dell’impianto. Il documento prevede inoltre la rimozione del sedimento nell’area dello scarico di fondo attraverso un’attività di sfangamento per un volume di circa 27.000 metri cubi. Oggi l’invaso contiene 13,8 milioni di metri cubi, con un possibile aumento di circa due milioni e mezzo.
Stesso intervento di pulizia anche per il laghetto Gorgo, che ha una capacità totale 3,4 milioni di metri cubi d’acqua, con l’obiettivo di conseguire nel tempo il ripristino della capacità utile originaria dell’invaso, proteggendola da fenomeni d’interrimento. Allo stato attuale la diga contiene appena 0,87 milioni di metri cubi. In questo invaso si potrebbero guadagnare circa due milioni e mezzo di metri cubi.
Il progetto di gestione dei due invasi è stato affidato al Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana e avrà validità decennale, con l’obbligo del gestore di presentare un aggiornamento ogni qualvolta mutino in modo sostanziale le condizioni. Le dighe agrigentine, che invasano acqua per usi agricoli, civili e potabili, sono nove. Questa l’acqua disponibile in milioni di metri cubi al mese di giugno scorso nei laghi (tra parentesi i fiumi): Arancio (Carboj) 21,69, Castello (Magazzolo) 19,89, Fanaco (Platani) 12,72, Furore (Burraito) 2,25, Gorgo (Fosso di Gurra) 0,87, Leone (Verdura) 3,39, Prizzi (Raia) 7,13, San Giovanni (Naro) 13,85, Gammauta (Sosio) 0,60. Complessivamente l’acqua disponibile è di 82,3 milioni di metri cubi.





