Nel libro “Morirono e la Patria Visse”di Raimondo Lentini e Mimmo Macaluso, recentemente pubblicato, vengono presentate molte notizie inedite sulla Seconda Guerra Mondiale nel territorio agrigentino, come la presenza di ufficiali di spicco tra le forze Alleate, che nel dopoguerra raggiungeranno i vertici delle forze armate USA, fotografati nei pressi di Ribera dove avevano posto la sede del loro comando.
Tra le notizie inedite riportate nel libro, una è particolarmente interessante, poiché conferma la vocazione sanitaria di Ribera.La città agrigentina che ha dato i natali a Francesco Crispi, è stata una delle prime ad ospitare nell’Ospedale edificato all’inizio del 1900 dai fratelli Parlapiano, una scuola per infermieri, nel periodo compreso tra le due Guerre Mondiali ed oggi, il suo ospedale è il COVID Hospital, della provincia di Agrigento.

La notizia sorprendente, pubblicata nel libro di Lentini e Macaluso, è la presenza nella cittadina di Ribera, di un grande ospedale militare proprio durante la Seconda Guerra Mondiale, che non era quello realizzato in periferia grazie alla filantropia dei Parlapiano all’inizio del ‘900, ma quello che aveva sede nell’imponente edificio sito nel cuore di Ribera, in piazza Giulio Cesare, l’attuale scuola elementare Francesco Crispi, convertita durante la guerra proprio in Ospedale Militare!
In una foto di U. Livio inserita nel libro, si può osservare un momento delle esercitazioni sul trattamento delle ferite da guerra, effettuato da ufficiali medici al personale ausiliario ed agli infermieri. Ma il ricco ospedale, punto nevralgico in un’area che comprendeva anche il campo d’aviazione di Sciacca, all’arrivo degli Alleati fu oggetto di un saccheggio.
L’avvocato Stefano Gullo, 99 anni di età, si infervora ancora quando rievoca l’imminente arrivo degli Americani a Ribera il 25 luglio del 1943, il momento più delicato sotto l’aspetto dell’ordine pubblico, in quanto in questo pericoloso periodo di vuoto di potere, in cui il presidio militare Italo-tedesco ha abbandonato la cittadina sotto l’avanzata alleata, i cittadini affamati ed esasperati, hanno assaltano i depositi di viveri e di vettovaglie, come quello sito di fronte la Pretura in corso Umberto, lo stesso edificio dove nascerà la prima sezione del Partito Comunista. Ma l’obiettivo primario della popolazione è il grande Ospedale Militare. I ricchi deposi di merci, vengono saccheggiati anche da chi non si limita a prelevare il necessario al proprio sostentamento, procedendo ad una vera e propria razzia di alimenti, farmaci o vestiario, beni che in seguito verranno venduti in nero!
Ma chi garantiva l’ordine pubblico in quei drammatici giorni di vuoto di potere ? “In questo clima caotico ed esplosivo – dice Mimmo Macaluso – un ruolo determinante al mantenimento dell’ordine pubblico fu quello esercitato dai Carabinieri, che senza una soluzione di continuo, continuarono a vigilare sulla cittadina sconvolta dai bombardamenti ed a fare da cuscinetto, con le forze d’occupazione”.
A Ribera la situazione era esplosiva, dato che vennero saccheggiati diversi edifici pubblici, oltre che l’Ospedale, ma è proprio in questo drammatico momento, che la nostra comunità (con una decisione motivata verosimilmente dal timore di una vera e propria rivolta popolare), espresse in quei drammatici giorni, una manifestazione di solidarietà e di altruismo che non possono che suscitare meraviglia ed ammirazione: la costituzione di un Comitato di Assistenza Civile per la Popolazione, per provvedere all’assistenza civile delle famigliebisognose e per evitare il turbamento dell’ordine pubblico.
Uno straordinario documento rinvenuto dai due autori riberesi, è relativo al recupero di una parte dei presidi sanitari e dei farmaci che erano stati saccheggiati all’Ospedale Militare, una brillante operazione condotta dai Carabinieri; il materiale sanitario recuperato venne consegnato al presidente del Comitato di Assistenza Civile di Ribera: una parte di questi presìdi fu donato a titolo gratuito all’Ospedale Civile ed al Dispensario Antimalarico di Ribera, mentre altri farmaci furono venduti alle farmacie e l’importo ricavato dalla vendita (lire 8.343), in data 21 novembre 1943, venne consegnato dal sindaco di Ribera, Gaetano Vella ad un ufficiale del comando Alleato, Francis O’ Keefe. Le farmacie che acquistarono i farmaci furono: Farmacia Cav. Luigi Russo; Farmacia E. Guaia;Farmacia Antonino Russo; Farmacia Pellegrino Friscia.
Il libro di Lentini e Macaluso non è in vendita, dato che i due autori lo considerano un dono che hanno voluto fare ai loro concittadini e soprattutto agli studenti; il giorno della presentazione, il libro è stato distribuito a chi lo ha richiesto in cambio di una offerta volontaria ed il ricavato è andato alla Caritas.





