Ribera: Celebrata oggi la Festa della Liberazione

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E’ stata celebrata anche a Ribera, come da tradizione, la Festa della Liberazione. La cerimonia, nel rispetto della normativa prevista con decreto per evitare assembramenti e contagi, si è svolta stamattina, alle 10:00, nella Villa Matinella, in via Verga, a ricordo del 25 aprile del lontano 1945, come commemorazione dei caduti per la patria, per un’Italia libera e democratica.
Alla manifestazione erano presenti il sindaco di Ribera Matteo Ruvolo, l’assessore Leonardo Augello, il presidente del consiglio comunale Vincenzo Costa, la presidente provinciale dell’ associazione nazionale dei partigiani italiani Caterina Sparacino, l’arciprete don Giuseppe Argento, il comandante della polizia municipale Ciro Ruvolo, il luogotenente dei carabinieri Massimo Zilio con i militari, il responsabile dell’associazione locale dei carabinieri in congedo Girolamo Angileri con Leonardo Smeraglia.


Significativi gli interventi del sindaco Ruvolo e della presidente Sparacino i quali hanno ricordato “i valori di democrazia e libertà su cui si fonda la Repubblica Italiana, l’ importanza ricordare gli eventi della memoria, soprattutto in un periodo particolarmente difficile come quello della pandemia che continua a privarci della libertà personale”. La Giornata della Liberazione ha visto, altresì, parte della cittadinanza coinvolta dall’iniziativa promossa dall’Anpi “Strade della liberazione” con la quale alcuni riberesi hanno posto dei fiori e delle piante su alcune strade cittadine che portano i nomi dei caduti per la libertà e per un’Italia democratica.


Registriamo per la cronaca anche l’intervento di Giuseppe Mazzotta, presidente del WWF Area Mediterannea, il quale precisa: “ Il mio primo pensiero di stamattina è andato a quanti hanno sacrificato la loro vita per farci dono della Libertà e non finirò mai di ringraziare quella eroica generazione che, magari su campi avversi, consentì, dopo la liberazione dell’Italia dalla dittatura, di costruire una Nazione della quale spesso non ci rendiamo conto del privilegio che abbiamo avuto di esserci nati”.