Ieri pomeriggio, nel giorno di Falcone, la Giunta Crocetta ha presentato un disegno legge che, se sarà successivamente approvato all’Ars, estenderà i benefici di cui godono i familiari delle vittime di mafia anche ai testimoni di giustizia.
Il quadro normativo di riferimento è individuato nell’articolo 4 della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20 e successive modifiche ed integrazioni, che, in sostanza, da la possibilità ai familiari delle persone uccise dalla mafia, di richiedere la propria assunzione presso una delle pubbliche amministrazioni.
Se il ddl andasse in porto, così com’è stato strutturato, i testimoni di giustizia, ovvero , chi rende dichiarazioni poiché informato sui fatti o come testimone di un atto delittuoso di cui è esso stesso vittima, avrà il diritto di essere assunto dalla Regione. Il disegno legge sarebbe retroattivo, dando così la possibilità a chi è già testimone di giustizia di usufruirne.
In riferimento alla realtà locale, come la cronaca ci insegna, i pochi imprenditori e commercianti che denunciano il pizzo o altri tipi di condizionamenti mafiosi sono costretti, spesso, nell’indifferenza più totale a “chiudere bottega”, una legge del genere potrebbe dare speranza a loro e creare un’atmosfera più positiva per chi, umiliato dai ricatti criminali, abbia la voglia e il coraggio di alzare la testa.





