Ieri mattina nella basilica di San Pietro è iniziato il Concistoro e Papa Francesco ha nominato cardinale l’arcivescovo di Agrigento don Franco Montenegro come aveva già annunciato il 4 gennaio scorso. I nominati, in tutto venti, hanno fatto prima la professione di fede. Don Franco Montenegro ha ricevuta la berretta, l’anello e la pergamena del titolo cardinalizio.
E’ stato il decimo nella lista dei venti nuovi prelati provenienti da tutto il mondo. Nel momento della consegna della berretta il Pontefice e il neo cardinale hanno scambiato alcune battute.

A Montenegro, che è il presidente della commissione Cei per i migranti e che ha nella sua diocesi l’isola di Lampedusa dove Bergoglio ha compiuto il suo primo viaggio da Papa, il pontefice ieri mattina ha raccomandato: “Non dimentichi di occuparsi dei poveri che ha servito tanto bene”. E don Franco gli ha risposto: “Oggi c’è un gruppo di loro tra gli invitati, insieme ai miei familiari: è un regalo per me e per lei”.

Al neo cardinal Francesco Montenegro di Agrigento, il Papa ha assegnato la chiesa dei Santi Andrea e Gregorio al Celio.
Monsignor Montenegro, poco prima del concistoro, ai microfoni della giornalista de L’Amico del Popolo di Agrigento Marilisa Della Monica, ha esternato le proprie emozioni ammettendo: “A cosa penserò? A mia mamma e a mio papà”. Ad “abbracciare” il nuovo cardinale, più di 1500 fedeli dell’arcidiocesi agrigentina arrivati a Roma con ogni mezzo, da una diecina di pullman, all’aereo e alle auto personali.
Da Ribera sono partiti un pullman di fedeli della chiesa di San Francesco d’Assisi accompagnati dal parroco Salvatore Fiore, altri fedeli della chiesa madre con l’arciprete don Giuseppe Maniscalco. Nelle riprese fatte dal Centro Televisivo Vaticano sono stati inquadratati dalle telecamere il senatore Giuseppe Ruvolo e l’ex sindaco di Ribera Giuseppe Di Salvo che ha rilasciato anche una breve dichiarazione ai microfoni della Rai. Tutti gli agrigentini poi nel pomeriggio di ieri sono stati ricevuti dal neo cardinale nella sala Paolo VI.

Ecco cosa aveva scritto circa un mese fa per L’Amico del Popolo Melchiorre Vutera vicario generale della diocesi di Agrigento, qualche giorno dopo la notizia della nomina di mons. Montenegro a cardinale
“Domenica 4 gennaio, durante l’Angelus della seconda domenica dopo Natale, il Santo Padre Francesco ha annunciato che nel concistoro del prossimo 14 febbraio creerà cardinale, fra gli altri, il nostro Arcivescovo. Questo annuncio inatteso, che lo stesso don Franco ha appreso mentre svolgeva ordinariamente il suo ministero episcopale nella comunità di Ribera, ci riempie di indicibile commozione, sia per il significato dell’evento sia per la straordinarietà della circostanza.
Da un lato, infatti, il Sacro Collegio Cardinalizio è una tra le massime espressioni della comunione gerarchica della Chiesa, in strettissima, ordinaria e diretta collaborazione con il Romano Pontefice; dall’altro, la nomina dell’Arcivescovo di Agrigento scardina i criteri tradizionali della scelta, legati per consuetudine ai dicasteri della Curia Romana o a sedi considerate storicamente cardinalizie. In perfetta sintonia con il magistero di Papa Francesco, l’ingresso nel Sacro Collegio del nostro Arcivescovo è dovuta al suo essersi distinto per le opere di carità pastorale in una delle tante e significative periferie del mondo, che tanto a cuore stanno al Santo Padre. Egli stesso, durante il suo viaggio apostolico a Lampedusa, pellegrino in uno dei principali santuari mondiali a cielo e mare aperto, ha avuto modo di toccare con mano una delle piaghe più delicate della nostra terra, nella quale confluiscono le ferite di svariate parti del mondo: l’immigrazione clandestina e il dramma della speranza, spesso infranta e comunque instabile, di tanti uomini e donne che scappano dalla guerra e dalla povertà, di cui la solidarietà umana e la carità cristiana tentano di farsi carico con tutto ciò che questo comporta. Né bisogna dimenticare le svariate altre piaghe del nostro territorio, dalla forte incidenza della mafia, contro cui già si era levato il grido di San Giovanni Paolo II alla Valle dei Templi, ai vari fenomeni di corruzione e illegalità, dalla diffusa mancanza di lavoro alle tante situazioni di precariato, dalle forme classiche a quelle più inedite della povertà”.

Ecco la biografia del neo cardinale Montenegro.
Mons. Francesco Montenegro, classe 1946, è stato ordinato presbitero per nella Chiesa di Messina, l’8 agosto 1969. Dall’ordinazione al 1971, ha esercitato il suo ministero al Villaggio UNRRA (United Nations Relief and Rehabilitation Administration ovvero Amministrazione delle Nazioni Unite per l’Assistenza e la Riabilitazione delle zone danneggiate dalla guerra), rione periferico della città di Messina, posto tra i quartieri Contesse e San Filippo.
Nel 1971, l’arcivescovo mons. Francesco Fasola, già vescovo coadiutore nella diocesi di Agrigento al tempo di mons. Giovan Battista Peruzzo, lo chiamò a stargli a fianco quale suo Segretario particolare; ministero che ricoprì fino al 1978 con mons. Ignazio Cannavò. Dal 1978 al 1987, è stato parroco della parrocchia di San Clemente.
Dal 1988, Direttore della Caritas diocesana, Delegato della Caritas regionale e Rappresentante della Caritas nazionale. Dal 1997 al 2000, Pro-Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia Del Mela.
Papa Giovanni Paolo II lo ha eletto vescovo titolare di Aurusuliana (una sede vescovile soppressa che si trova nell’odierna Tunisia), il 18 marzo del 2000.

Il 29 aprile del medesimo anno ha ricevuto la consacrazione episcopale nel Duomo di Messina, della cui diocesi divenne vescovo Ausiliare. Nel quinquennio 2003 – 2008 ha presieduto la Caritas italiana.
Il 23 febbraio del 2008, Papa Benedetto XVI, lo ha nominato Arcivescovo-Metropolita di Agrigento. A poco più di due mesi di distanza dalla sua traslazione alla sede agrigentina, il 17 maggio, ha dato inizio, nello stadio cittadino “Esseneto”, al suo servizio episcopale nella diocesi che fu cattedra di san Libertino e san Gerlando.
Dal 24 maggio del 2013 è Presidente della Commissione episcopale per le migrazioni e Presidente della Fondazione “Migrantes”. Il 4 gennaio, al termine della preghiera dell’Angelus, Papa Francesco, ha reso pubblico che il 14 febbraio lo creerà cardinale nel prossimo Concistoro.







