Gli antipatici

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Titolo: Gli antipatici

Autore: Oriana Fallaci

Genere: raccolta di interviste

Editore: BUR

Numero pagine: 344

 

Oriana Fallaci era una donna senza mezzi termini: pungente, diretta, dissacrante, ferma nelle sue convinzioni, abrasiva più di una spugna, mai accondiscendente. Un modo di essere il suo, costantemente “contro tutti”. Una lotta continua che ha reso senza mezzi termini la sua stessa scrittura: forte, tagliente e di grandissima qualità, a pare mio.

Gli anitipatici è un libro pubblicato nel 1963 che raccoglie 18 interviste tra quelle pubblicate dall’Europeo, giornale per cui la Fallaci scriveva. Una fitta rassegna di personalità molto in vista in quegli anni, che la scrittrice non teme di smascherare in tutta la loro vulnerabilità. Ingrid Bergman, don Jaime de Mora y Aragòn, Nilde Iotti, Federico Fellini, Arletty, Baby Pignatari, Catherine Spaak, Gianni Rivera, Afdera Fonda Franchetti, Antonio Ordognez, Cayetana duchessa d’Alba, Salvatore Quasimodo, Jeanne Moreau, Alfred Hitchcock, Anna Magnani, Porfirio Rubirosa, Natalia Ginzburg, Giancarlo Menotti, sono i nomi che compaiono tra la lista degli indagati. Persone “quasi sempre simpaticissime”, come l’autrice stessa scrive. E proprio quel “quasi” è la parola chiave: lo tema l’intervistato, se ne guardi il lettore.

Un libro di grandissimo interesse documentario. Sia per gli amanti della Fallaci e della sua voce narrativa, all’epoca ancora agli esordi, sia per la testimonianza di un’epoca vista attraverso i suoi personaggi. Infine un grande esempio per un giornalista in cerca di ispirazione.

 

“Ad essere obiettivi, era decisamente schifoso: gonfio, paonazzo, una foca vestita da uomo. Non gli mancavan che i baffi. Da quel grasso di foca il sudore colava copioso ed olioso, in più fumava un puzzolentissimo sigaro che aveva il solo vantaggio di nasconderlo per lunghi secondi in una densa nube azzurrina. Ma era Hitchcock, il mio carissimo Hitchcock, il mio incomparabile Hitchcock, ed ogni sua frase sarebbe stata una perla di novità e di allegria. Allo stesso modo in cui si è portati a pensare che gli intellettuali siano necessariamente intelligenti, le dive necessariamente bellissime, i preti necessariamente dei santi, io pensavo infatti che Hitchcock  fosse l’uomo più spiritoso del mondo. Non lo è.”

 

Consigliato …

A tutti i giornalisti, aspiranti, veri o presunti che siano.

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