Sono quasi 100 i beni in 20 comuni agrigentini già confiscati alla mafia e non ancora assegnati alle associazioni disposte a gestirle. E’ questa la denuncia che è stata avanzata dai responsabili di alcune associazioni provinciali, “Megafono-Lista Crocetta” (Gaetano Montalbano), “Ad est” (Gaetano Alessi), “SOS Democrazia” (Pellegrino Di Lucia), “Altra Sciacca” (Mario Di Giovanna), Antiracket “Libere Terre” (Ignazio Cutrò), Sel Sinistra Ecologia e Libertà (Paolo Mandracchia) i quali precisano che i beni avrebbero dovuto essere affidati alle associazioni entro un anno dalla loro consegna ai comuni e ricordano che, nei casi di inerzia, potrebbero essere nominati presso gli enti locali dei commissari ad acta con poteri sostitutivi per la revoca delle assegnazioni.
L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, per la provincia di Agrigento, ha reso noto che sono circa 100 i beni confiscati e presenti inutilizzati e abbandonati nel territorio agrigentino. Ecco i numeri nella mappa della geografia provinciale: Agrigento 5, Aragona 5, Camastra, Campobello di Licata 1, Canicattì 13, Casteltermini 2, Cattolica Eraclea 15, Favara 7, Grotte 6, Licata 11, Naro 6, Porto Empedocle 1, Racalmuto 2, Ribera 6, Sant’Angelo Muxaro 6, Sant’Elisabetta 2, Santo Stefano Quisquina 2, Sciacca 4 e Siculiana 3. Le associazioni sostengono che tali beni rappresentano un’occasione di sviluppo e di lavoro per tanti giovani volenterosi della provincia di Agrigento.
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Agrigento Agrigento: 100 beni confiscati alla mafia in 20 comuni ancora da assegnare





