Serve una cabina di regia unica, evitando frammentazioni, per affrontare i gravissimi danni causati dagli incendi sviluppatisi tra i cinque comuni dei Monti Sicani. Necessita subito un’attenta ricognizione sul territorio non tanto per conoscere i danni provocati dalle fiamme al patrimonio boschivo, ma quanto dei seri rischi che l’economia dell’area montana corre per la mancanza di foraggio e di acqua per le aziende zootecniche all’interno delle quali rischiano migliaia di capi di bovini ed ovini che tengono su l’economia.
Questo è quanto venuto fuori ieri mattina da un apposito vertice, un tavolo di lavoro, convocato presso il Libero Consorzio Comunale di Agrigento al quale hanno preso parte il presidente del Gal Sicani Salvatore Sanzeri, il coordinatore del Gal Angelo Palamenghi, il presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento Giuseppe Pendolino e i sindaci di Cammarata Giuseppe Mangiapane, di Santo Stefano Quisquina Francesco Cacciatore, di Bivona Milko Cinà, di San Giovanni Gemini Dino Zimbardo e il vicesindaco di Castronovo di Sicilia Domenico Madonia.

Mentre le fiamme e i roghi continuano ancora ad imperversare nell’area di “Pizzo delle Rondini”, tra Santo Stefano Quisquina e Cammarata, con i canadair che sino a ieri mattina hanno scaricato con continui lanci quanta più acqua è stata possibile sul territorio boschivo, sono state individuate le priorità come il reperimento immediato di foraggio destinato agli allevamenti, attraverso una campagna raccolta tra le aziende del territorio, come l’avvio dell’iter da parte dei comuni per il riconoscimento dello stato di calamità naturale, come la richiesta di convocazione di un tavolo tecnico con la presidenza della Regione Siciliana e con l’assessorato regionale dell’Agricoltura, oltre alla predisposizione di un modulo unico per la stima dei danni, che consentirà di raccogliere in maniera uniforme tutte le segnalazioni provenienti dalle aziende agricole e zootecniche interessate. Sarà chiesta una stima dei danni subiti dalle civili abitazioni colpite dalle fiamme.
“L’incontro immediato rappresenta un importante momento di unità istituzionale – ha dichiarato il presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento Giuseppe Pendolino – le immagini delle aziende agricole e zootecniche devastate dagli incendi impongono un’azione immediata e concreta. Non possiamo lasciare soli gli allevatori e gli agricoltori che stanno vivendo ore drammatiche, con animali rimasti senza foraggio e danni che rischiano di compromettere anni di lavoro”.
Gli fa eco il coordinatore del Gal Angelo Palamenghi: “Non siamo soli. Già l’Ordine provinciale degli Agronomi e Forestali ci ha annunciato che sarà di supporto alla cabina di regia, alle istituzioni locali e regionali per un’attenta ricognizione e una stima dei danni subiti dal territorio, sia come patrimonio ambientale che agricolo e zootecnico”.

Chi la idee più chiare, perché conosce il territorio e ha parzialmente visitato le contrade bruciate dalle fiamme, è il sindaco di Bivona Milko Cinà. “I focolai sul nostro territorio risultano spenti – dice il primo cittadino – ma già ad occhio si contano i danni nelle aree di Capodacqua, San Giacomo, San Filippo e Canfuto. Si ipotizza un territorio bivonese interessato di circa 750 ettari. Danneggiato pure un tratto di rete idrica. Servono gli aiuti immediati per acquistare il foraggio per gli animali. Le balle di paglia, ben confezionate, sono state cancellate in pochi attimi come pure materiale vario di supporto alle aziende zootecniche ed agricole”.
Durante la riunione di Agrigento è stato concordato la costituzione di una cabina di regia operativa, affidata congiuntamente al Gal Sicani e al Servizio di Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, per il supporto operativo e logistico dell’emergenza. L’obiettivo è garantire risposte rapide e coordinate, evitando frammentazioni e assicurando un dialogo costante tra istituzioni, amministrazioni comunali e aziende del territorio.





