CALTABELLOTTA. Costituito il Comitato Intercomunale delle Terre Sicani a tutela dell’Olio Evo Dop Val di Mazara: proclamato lo stato di agitazione e il blocco della raccolta

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In seguito all’ampia e partecipata assemblea tenutasi nella serata di ieri, 1 ottobre 2026, a Caltabellotta, i produttori olivicoli dei comuni delle Terre Sicani Caltabellotta, Burgio, Villafranca Sicula, Lucca Sicula, Calamonaci, Cianciana, Ribera, Sciacca e Alessandria della Rocca hanno deciso all’unanimità di costituirsi in un Comitato Permanente Intercomunale a salvaguardia dell’Olio extravergine d’oliva DOP Val di Mazara e a tutela della dignità del lavoro agricolo del territorio.

L’iniziativa nasce in risposta alle recenti e allarmanti voci di mercato che prefigurano un crollo inaccettabile dei prezzi dell’olio, con quotazioni che non permettono nemmeno di coprire i meri costi produttivi sostenuti fino ad oggi dagli agricoltori.

A fronte di questa grave situazione, la maggioranza dei produttori presenti ha deliberato di proclamare lo stato di agitazione proponendo il fermo immediato della raccolta delle olive e della conseguente molitura, fino a quando non verrà garantito un prezzo equo di vendita. L’assemblea ha stabilito in almeno 8,00 € al litro il prezzo minimo imprescindibile per evitare il fallimento del comparto, ricordando come un prodotto d’eccellenza certificato DOP non possa in alcun modo essere equiparato o svalutato al pari di un comune olio di importazione extracomunitario.

Qualora gli operatori commerciali e i buyer di settore non diano risposte concrete ed immediate a questa legittima richiesta, il comitato solleciterà formalmente i sindaci dei comuni coinvolti affinché richiedano un incontro urgente al prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo.

A tale tavolo istituzionale si chiederà di convocare tutti gli attori della filiera olivicola — gli agricoltori autonomi, i rappresentanti dei frantoiani, gli imbottigliatori e i commercianti — con l’esplicita esclusione delle organizzazioni di categoria, dalle quali gli agricoltori del comitato dichiarano fermamente di non sentirsi più rappresentati né tutelati, pur continuando a versare regolarmente le quote associative.

Il comitato ribadisce la propria determinazione nel portare avanti la protesta a difesa di un’eccellenza gastronomica, economica e culturale unica, patrimonio non solo delle Terre Sicani ma dell’intera regione.