Per salvare l’agrumicoltura del comprensorio riberese serve un adduttore totalmente nuovo perché la vecchia conduttura che porta l’acqua dalla diga Castello e dalla traversa di Gammauta a valle è un colabrodo che va in tilt ogni settimana. E’ stata questa la richiesta pressante che, venuta fuori dal consiglio comunale in seduta straordinaria, condivisa da tutte le forze politiche, sarà inviata alla Regione Siciliana per individuare un progetto e il relativo finanziamento.
Un documento, approvato all’unanimità da tutti i gruppi consiliari, sarà inviato in maniera prioritaria al governo regionale affinché possa prendere in considerazione il rinnovo della rete di adduzione, una tubazione da mille millimetri, che ha oltre 30 anni viaggia nella vallata del Magazzolo e che da un paio d’anni presenta delle perdite idriche periodiche che il consorzio di bonifica AG 3 tampona di volta in volta con delle riparazioni che servono a poco per la sua vetustà.

Sulla discussione della vicenda di acqua e rete sono intervenuti i consiglieri della minoranza e della maggioranza, da Provenzano, Mulè e Siragusa a Daino, D’Anna e Messina, in un’analisi concorde che a rischiare, senza acqua e tubazione, sono migliaia di aziende agricole minacciate incredibilmente dalla siccità quando le dighe del territorio, Castello, Gorgo, Prizzi e Gammauta oggi sono piene. L’ accumulo dell’acqua e una nuova rete di adduzione sono stati il cavallo di battaglia portato avanti soprattutto dall’associazione ”Liberi Agricoltori” che vigila attentamente sul territorio e denuncia le difficoltà che incontra la struttura consortile che distribuisce l’acqua.
Un altro capitolo aperto affrontato è stato quello dell’utilizzo dell’acqua della centrale di Enel Green Power per la produzione di energia elettrica. Gli agricoltori chiedono di riempire, sopratutto d’inverno, la diga di Bivona e di rivedere l’accordo tra Regione ed Enel in scadenza trentennale ad aprile 2029.





