Ribera: Fermi da anni i beni confiscati alla mafia

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Avrebbero potuto essere una buona occasione occupazionale nel settore agricolo e turistico per tanti giovani locali disoccupati. Invece, ancora non decolla il progetto di utilizzo di diversi beni da tempo confiscati alla mafia e assegnati prima al Comune di Ribera e poi ad una cooperativa giovanile trapanese che aveva programmato la creazione di una azienda agricola d’avanguardia per prodotti tipici locali.
Da quando c’è stata la consegna sia dei terreni che dei fabbricati rurali, siti in contrada “Monte Sara”, in territorio riberese, sulla vicenda è caduto il silenzio. Nessuno più ne parla, da quando un paio d’anni fa doveva essere stipulata una polizza assicurativa prevista per legge sugli immobili. La cooperativa che doveva gestire gli immobili era la “Libera Armonia” di Poggioreale i cui dirigenti avrebbero dovuto prendere possesso dei beni per la pronta gestione, data che la consegna era avvenuta nel gennaio del 2015.
Si tratta di tre appezzamenti di terreno e di altrettanti fabbricati che, confiscati dall’agenzia nazionale ad alcune famiglie mafiose di Cattolica Eraclea, si trovano collocati sulla riva destra del fiume Platani, e che venivano concessi a titolo del tutto gratuito per la durata di 20 anni all’associazione. Il progetto della cooperativa onlus prevedeva l’estirpazione dell’attuale noceto e l’impianto di nuove colture come vigneto, oliveto e mandorleto i cui prodotti potevano essere più remunerativi nella vendita commerciale, oltre alla riqualificazione ed utilizzo dei fabbricati, nche per turismo ruralea. Il sindaco di Ribera Carmelo Pace aveva annunciato allora che il bando di gara era stato aggiudicato, dopo ben sette anni di lunga attesa, in quanto le gare erano andate più volte deserte.