Pochi semplici accorgimenti per vedereci meglio

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Vorrei iniziare con una domanda. Quanti di voi indossano occhiali o lenti a contatto, o hanno ricevuto un’operazione al laser? Ora, sfortunatamente, non posso raccogliere le vostre risposte per fare una statistica precisa. Ma sembra che siate almeno il 60% perché questa è grossomodo la percentuale della popolazione nei paesi sviluppati che ha qualche tipo di correzione visiva. L’organizzazione mondiale della sanità stima che almeno 227 milioni di persone soffrono di disturbi visivi, 25 milioni sono i ciechi per malattie non curabili. In Italia sono 360 mila i ciechi e più di un milione sono affetti da disturbi visivi. E il problema della vista, in realtà non è solo un problema di salute, è anche un problema educativo, economico e di qualità della vita. La vista tra i sensi è quello più importante, raccoglie oltre l’80% delle informazioni dall’ambiente esterno. A questo importante ruolo non corrisponde un protocollo che consenta alle persone sane, che non hanno o non sanno ancora di avere problemi di vista, di sottoporsi a controlli oculistici. Per fare un esempio sarebbe come sostituire gli pneumatici di un’automobile solo quando si bucano. Le malattie della vista interessano tutte le età, ma la loro incidenza aumenta dopo i 50 anni. L’allungamento della vita media, con conseguente aumento di diverse patologie oculari degenerative e la diffusione sempre maggiore del diabete con le gravi complicanze oculari, hanno aumentato il rischio la salute visiva della popolazione. Non è finita qui, l’utilizzo di smartphone, tablet e pc; le illuminazioni dei luoghi in cui viviamo possono condizionare la salute visiva. Pensate che in media l’utilizzo della tecnologia da parte degli adulti supera le 8 ore al giorno e 14 ore tra i 15 e 25 anni. Spesso diversi dispositivi vengono utilizzati simultaneamente, generando un sovraccarico di lavoro per i nostri occhi. Gli schermi hanno ognuno una diversa angolazione e questo implica che l’occhio deve continuamente variare la messa a fuoco. Sicuramente i nostri nipoti riusciranno a farlo in modo naturale, ma noi oggi facciamo ancora fatica. Più del 20% della popolazione definita “digitale” ha un difetto visivo, in genere miopia. Il 50% manifesta altri tipi di disturbi come mal di testa, difficoltà alla lettura ed altri disturbi che possono influire negativamente con lo studio ed il lavoro. Cosa possiamo fare per prevenire la comparsa dei disturbi visivi? Iniziamo con il fare attenzione ad alcuni atteggiamenti sbagliati. Ad esempio bisogna tenere il display del pc oppure il libro che stiamo leggendo ad una distanza di 70cm (per capirci è mediamente la lunghezza dell’avambraccio), mentre la tastiera deve stare su un piano inclinato di 20 gradi. Bisogna poi fare delle pause durante lo studio/lavoro, dopo due ore davanti il display di un pc è conveniente fare una pausa (ovviamente non buttando l’occhio sullo smartphone!). E’ necessario anche calibrare la giusta illuminazione dei display, che deve essere uniforme, ma che può anche non bastare nell’uso continuato. In questi casi per non danneggiare la retina si possono usare specifiche lenti antiriflesso. Infine possono tornare utili alcuni esercizi per allenare la convergenza che il vostro oculista o il vostro optometrista possono indicarvi. Ogni anno, il secondo giovedì di ottobre si celebra la giornata mondiale della vista. È un momento importante per sollecitare l’attenzione delle istituzioni e della popolazione alla tutela di un bene molto prezioso. Domani, giovedì 12 ottobre, la IAPB Italia promuove iniziative in diverse città italiane, con materiale informativo, incontri e check-up gratuiti. Fare prevenzione visiva è una necessità per la nostra vita, ma non disperiamo troppo, infondo solo chi ha una cattiva vista può permettersi il lusso di sognare a occhi aperti. Ve lo dice un miope.

Leonardo Augello