San Biagio Platani: Gli Archi di Pane per un altro mese a richiesta dei tour operator

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Le architetture di Pane o come meglio sono conosciuti gli Archi di Pasqua rimarranno in esposizione per la libera fruizione ancora per un altro mese. La chiusura, come annunciato dal sindaco Santino Sabella, dai comitati e dalle locali confraternite, è stata postergata al 5 giugno prossimo su richiesta dei tour operator siciliani e agrigentini, su sollecitazione delle associazioni culturali e turistiche e sulle continue di questi 40 giorni che hanno portato a San Biagio Platani quasi 100 mila visitatori da ogni angolo dell’Isola e da ogni provincia della penisola, con l’eccellente presenza del cardinale e arcivescovo di Agrigento don Francesco Montenegro e del critico d’arte Vittorio Sgarbi.

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Con l’autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato è stata spostata pure al 5 giugno la prima lotteria degli Archi di Pasqua che mette in palio un’autovettura, un televisore un telefonino che avrebbero dovuto essere sorteggiati nella giornata di ieri.
“A sollecitarci di allungare ancora la mostra degli Archi di Pane – ci dice il sindaco Santino Sabella – sono tante organizzazioni che hanno in programma di visitare San Biagio Platani. Quella di quest’anno è stata una festa in crescita perché è stato registrato un aumento di almeno il 30 per cento delle visite di gruppo e singole. Sono arrivati turisti da Germania, Francia, Austria e Gran Bretagna che hanno sparso la voce degli eventi, dell’arte, della religiosità, della cultura e del folclore. Tale esperienza ci servirà per migliorare l’anno prossimo”.
Dal 24 al 28 maggio arriverà dalle regione della francese Picardie, dal dipartimento della Somme e dall’area geografica di Amiens una delegazione di circa 100 turisti che, guidati dal sindaco di Vaux en Amienois, Daniel Leleu, visiterà San Biagio Platani. Allo loro testa ben 18 sindaci francesi, direttori di banca, imprenditori e cittadini che vogliono aprire al turismo d’oltr’Alpe la terra agrigentina.
Le creazioni artistiche degli Archi di Pasqua, con il loro smontaggio dal corso principale, non vanno perse perché vengono rimontate per la fruizione pubblica nel Museo degli Archi dove vengono visitate periodicamente, nell’arco dell’anno, da flussi turistici diversi.

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