Burgio: La scuola ha adottato per il Fec la chiesa di Santa Caterina. Presente il prefetto Diomede.

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E’ stato il prefetto di Agrigento Nicola Diomede a presenziare sabato pomeriggio a Burgio all’adozione da parte degli alunni della scuola elementare dell’istituto comprensivo “Roncalli” della chiesa di Santa Caterina Martire o della Badia e alla visita guidata del bene monumentale nel quadro del progetto del ministero dell’Interno del Fondo Edifici di Culto (Fec) che vede in provincia ben 8 chiese interessate, tra Agrigento, Burgio, Canicattì, Licata, Naro e Sciacca.

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I ragazzi di Burgio hanno adottato la chiesa di Santa Caterina, costruita nel 1540, e l’annesso monastero dove oggi si trovano le Suore Cappuccine dell’Immacolata di Lourdes. Ad accogliere il prefetto il sindaco Vito Ferrantelli, i primi cittadini di Villafranca Sicula e Lucca Sicula, la madre generale della Suore Cappuccine di Palermo madre Maria Ausilia Maniscalco, gli alunni della scuola e le loro famiglie, il baby sindaco Martina Puleo, i baby vigili urbani, il gruppo folcloristico della scuola di Villafranca Sicula e le tante maestranze locali che hanno esposto, su apposite bancarelle in piazza, i prodotti tipici dall’olio extravergine d’oliva ai tartufi, dalla ceramica alle campane, dai ricami alle pietre artisticamente lavorate e alla sculture di legno. Una festa per il paese, i suoi monumenti e i laboriosi cittadini.

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Gli alunni delle quinte classi si sono trasformati in ciceroni e, con una mostra fotografica storico-documentaria e con la visita pomeridiana in qualità di piccole guide turistiche, hanno fatto la storia della chiesa e del suo ricco patrimonio di statue, tele ed opere d’arte presenti nel luogo di culto ben curato dalle suore. Il prefetto Diomede, di fronte a tanto impegno del mondo scolastico di Burgio per la promozione del patrimonio storico-monumentale ed artistico, ha detto: “Adottare un monumento non significa solo conoscerlo, ma anche prenderlo sotto tutela, sottrarlo all’oblìo e al degrado, averne cura, tutelarne la conservazione, diffonderne la conoscenza, promuovere la valorizzazione”.

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