Ribera: Nella Giornata della Memoria ricordati 900 nomi di vittime di mafie

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Lì abbiamo ricordati quasi tutti, ieri all’interno del plesso dell’Istituto di Istruzione Superiore “Francesco Crispi” di via Ganduscio, alla presenza degli studenti del Liceo e  delle autorità civili e militari, dei sacerdoti della città e dei semplici cittadini che hanno voluto partecipare a questo momento breve e intenso in cui sono state ricordati i nomi delle vittime della mafia agrigentina, quelli di cui conosciamo le storie, quelli di cui sappiamo solo il nome e i tanti dei quali non abbiamo ancora conoscenza.

Il 21 marzo, primo giorno di primavera, è il simbolo della speranza che si rinnova. Dal 1995 ogni 21 marzo si celebra la Giornata della Memoria e dell’Impegno. Memoria per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie, impegno, perché il migliore modo per fare memoria per respingere le retoriche della memoria è quello di impegnarci di più tutti.

La lettura dei circa 900 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere è stata fatta alla stessa ora e in tanti luoghi in tutta Italia.

manifestazione vittime innocenti mafia 21 marzo 1

Il tema della  giornata di ieri è stato: “Ponti di Memoria. Luoghi d’impegno”.
Essere costruttori di ponti è un abito mentale, un atteggiamento etico, un percorso culturale ed educativo: dunque riguarda la coscienza di ognuno e i valori dei singoli individui. Ma è anche un’opera sociale e corale, chiede e presuppone reciprocità. Se il ponte viene costruito contemporaneamente da entrambe le estremità, l’incontro sarà più vicino e più sicuro, l’opera più stabile e duratura.
Questi nomi devono diventare parole di speranza, gesti di speranza.
La speranza oltre il sangue versato dalla mafia, dalla ndrangheta, dalla camorra e da ogni altro sistema mafioso. «La morte di questi uomini e donne è diventata testimonianza e annuncio di speranza. E questa giornata è tanto importante per la nostra terra. Certo il cammino duro e faticoso non è ancora giunto a compimento, ma possiamo vedere una fioritura di tanti segni positivi che il loro sacrificio ha generato”.

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