Ribera: Pesante mazzata per la tassa sui rifiuti. Tre milioni di euro per 9200 famiglie

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E’ una pesante mazzata economica quella che si abbatte in questi giorni sulla popolazione riberese a causa dell’arrivo delle cartelle comunali della tassa sui rifiuti (Tari). Sono in distribuzione, tramite gli operatori di un servizio postale privato, le bollette di pagamento che riguardano ben 9200 famiglie che devono corrispondere per il 2015 poco più di tre milioni di euro alle casse comunali.

Il problema finanziario per i nuclei familiari riberesi è che bisognava pagare o in un’unica soluzione, ma entro la giornata di oggi, domenica, oppure utilizzare il pagamento dilazionato in tre rate, con versamento alla fine di gennaio, di febbraio e di marzo. Per fortuna di molte famiglie la tassa non sarà riferita soltanto alla superficie dell’abitazione, ma anche alla composizione delle unità del nucleo familiare per cui i pensionati e gli anziani che vivono da soli dovrebbero pagare di meno rispetto al passato.

Rifiuti dai balconi

“La novità, rispetto agli anni scorsi – spiega il sindaco Carmelo Pace – è il fatto che entro la fine di aprile, per nuove normative della legge nazionale che si riassumono nel termine di “contabilità armonizzata”, i comuni devono approvare i conti consuntivi entro marzo e preparare i bilanci di previsione entro aprile non sulle somme presunte che i cittadini devono pagare , bensì sulle somme di denaro effettivamente incassate. Su tre milioni di euro che dobbiamo incamerare, ad esempio, per l’anno 2015 possiamo scrivere a bilancio soltanto le somme realmente pagate dalle famiglie. Per tale ragione, abbiamo dovuto dilazionare in tre rate i pagamenti della Tari in maniera da non costringere i riberesi a svenarsi per pagare nel giro di appena qualche giorno o settimana”.

Il problema è che non tutte le famiglie riberesi hanno ancora ricevuto le bollette di pagamento per cui si prevede che per quanti dovranno pagare alla fine del mese di gennaio, giunto ormai a termine, non dovrebbero scattare le sanzioni pecuniarie dell’ente locale. Si prevede che entro la prima settimana di febbraio il servizio postale privato, che sarebbe stato scelto dal Comune, per il regime di economicità e di efficienza, dovrebbe consegnare agli utenti tutte le cartelle di pagamento che complessivamente ammontano a tre milioni e 40 mila euro.

Si tratta di una brutta patata bollente sia per le famiglie che non si aspettavano un tale provvedimento, dettato dalle nuove disposizioni in materia di esercizio finanziario, e sia per l’ente locale che si ritroverà in bilancio di fronte a somme di denaro minori da potere spendere per assicurare i servizi alla collettività, specie quando la stessa raccolta dei rifiuti solidi urbani spesso non è proprio efficiente. E le sorprese pare che non finiscano proprio perché delle novità sono attese dalla prossima tassa dell’Imu, specie sulle seconde case date in comodato d’uso ai propri familiari.

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