Ribera: Fila di utenti per i ticket sanitari non solo al Cup, ma anche alle poste

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Non hanno davvero fortuna gli utenti che devono sottoporsi a visita specialistica presso il poliambulatorio dell’ospedale di zona perché, oltre alla cronica e lunga fila davanti agli sportelli per le prenotazioni, da qualche giorno devono fare una fila e un’attesa più lunga all’interno degli uffici postali per effettuare il versamento della tassa dovuta per gli accertamenti sanitari.
Allo sportello del Centro Unico Prenotazioni oggi, a differenza delle settimane scorse quando si pagava con moneta contante, il ticket si può solo pagare con la carta di credito, bancomat o bancoposta, di cui tanti anziani, i maggiori fruitori del servizio, sono totalmente sprovvisti per via di un difficile rapporto con la tecnologia. L’Asp ha sottoscritto una convenzione con Poste Italiane che avrebbe dovuto istituire un servizio apposito all’interno degli uffici dove gli utenti si devono recare dall’ospedale con la ricetta ed importo da versare.
Oggi succede che decine e decine di utenti prima fanno la fila allo sportello del Cup per la prenotazione, poi si recano all’ufficio postale dove fanno un’altra lunga fila e quando ritornano in ospedale capita che il medico per le visite sia andato via o che sia scaduta la prenotazione. Il colmo è rappresentato anche dal fatto che agli utenti che devono fare il versamento del ticket sanitario viene dato un foglio che devono riempire con diversi dati sensibili, dalla carta di identità, al codice fiscale, alle deleghe, di cui gli anziani hanno difficoltà a compilare.
“I tempi per essere sottoposti a visita si allungano – ci hanno detto alcuni anziani in fila allo sportello postale – si tratta di un ulteriore e pesante passaggio burocratico che danneggia i più deboli, quelli che non hanno carte di credito e quelli che devono fare spesso a piedi la spola tra l’ospedale e l’ufficio postale. Non era meglio pagare allo sportello, dove vi sono tanti impiegati, con denaro contante che ci portavamo in tasca?”.
A diversi utenti è successo che hanno impiegato intere mattinate tra viaggi e file per pagare il ticket con il risultato finale che hanno perso l’orario delle visite diagnostiche, per ricominciare poi da capo. Tutto sulle pelle dei più deboli.

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