Ribera: Lo sciame sismico porta sulle coste le pomici vulcaniche sottomarine del Canale di Sicilia.

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Lo sciame sismico che, tra i mesi di dicembre e di gennaio, sta interessando larghe aree marine del Canale di Sicilia, ha fatto piaggiare sulle coste delle province di Agrigento e di Trapani un corposo numero di rocce vulcaniche galleggianti, chiamate pomici, che sono già arrivate sui litorali agrigentini e sono state già recuperate per conto dell’INGV di Catania da Mimmo Macaluso, ricercatore riberese dell’Unione Europea, sulla spiaggia tra Eraclea Minoa e Seccagrande, proprio sulla sabbia della riserva naturale orientata della foce del fiume Platani, al confine dei territori di Cattolica Eraclea e Ribera.
“Ciò è dovuto ai continui terremoti che hanno interessato il Canale di Sicilia nell’ultimo mese – ci dice Mimmo Macaluso che di professione è chirurgo presso l’ospedale riberese e che per passione da decenni si dedica alla ricerca scientifica – soprattutto quelli registrati il 2 e il 13 gennaio scorso che, con 4.2 di magnitudo della scala Richter, hanno avuto come epicentro l’area attorno a Pantelleria, con forti ripercussioni perfino nell’isola di Gozo, a Malta. Le pomici che sono state rinvenute, a seguito di forti terremoti sottomarini, si staccano dai grandi edifici vulcanici e raggiungono le spiagge”.

Macaluso pomice
Proprio Macaluso è stato incaricato dall’INGV di recuperare tali reperti marini per consentire all’istituto catanese di verificare la natura delle pomici poste all’attenzione dei petrografi e di effettuare un studio approfondito sulle variazioni profondità e di temperatura sul Banco di Graham, in quell’area marina dove nel 1931 comparve e si inabissò in circa tre mesi l’isola Ferdinandea. Non è la prima volta che il ricercatore riberese recupera sulla spiaggia i detriti vulcanici. Qualche anno addietro una grossa roccia, forse proveniente dal complesso vulcanico, battezzato dallo stesso Macaluso con il nome di “Empedocle”, arrivò sulla spiaggia di Borgo Bonsignore di Ribera.
Già nel luglio scorso, Mimmo Macaluso ha coordinato la spedizione che ha portato da parte dell’INGV al posizionamento di alcune sonde di rilevazione sottomarina direttamente sul costone sommerso dell’isola Ferdinandea nell’ambito del progetto finalizzato alla conoscenza di quanto avviene nell’area soggetta periodicamente a terremoti sottomarini e a fumarole.
Mimmo Macaluso e Giacomo Cortese, avvocato, sono stati sentiti martedì pomeriggio a Palermo dal gruppo dei parlamentari 5 Stelle dell’Ars impegnati nella campagna di lotta contro le trivellazioni per la ricerca di idrocarburi nel tratto di mare siciliano, oggetto di frequenti terremoti ed oggetto delle richieste di prospezioni in mare di alcune società petrolifere. Nella riunione sono state prospettate una richiesta di prospezione da fare all’Istituto Nazionale di Oceanografia di Trieste e una eventuale azione legale nei confronti del ministero dell’Ambiente per il rischio che correrebbero le popolazioni in caso di incidente alle piattaforme petrolifere.

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