Ribera: Allarme nel mondo agricolo per la chiusura della condotta agraria

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Suscita subito allarme nel mondo agricolo di Ribera e di una mezza dozzina di comuni del comprensorio la decisione adottata dalla Regione Siciliana, assessorato all’Agricoltura, di chiudere la condotta agraria di Ribera e di accorparla alla sezione di Sciacca, con l’assegnazione degli altri comuni della vasta area agricola all’Unità Intercomunale Agricoltura (UIA) di Bivona. Secondo la Regione si tratterebbe di una riorganizzazione del servizio che farebbe risparmiare denaro, con l’abbattimento del 30 per cento delle strutture, ma in realtà il provvedimento si rivela già dannoso per diverse migliaia di agricoltori che saranno costretti a recarsi altrove, con disagi e spese per il settore agricolo.
A Ribera, i 32 impiegati dell’’Uia di via Mosca, saranno in parte trasferiti a Sciacca e a Bivona. Gli agricoltori locali, oltre 4 mila aziende agricole, con 15 mila ettari di frutteto, dovranno recarsi, anche per un semplice visto sul libretto Uma (1600 unità) per ottenere il carburante agricolo, nella cittadina termale. I coltivatori dei centri del riberese, Calamonaci, Burgio, Lucca Sicula, Cattolica Eraclea e Cianciana, sono stati assegnati alla sezione di Bivona che, a circa 15 chilometri, cozza per la viciniorità con la sezione di Cammarata che è stata mantenuta, assieme alla sede bivonese.
Il settore agricolo di Ribera subirà dei gravissimi disagi per le continue trasferte dei coltivatori che avranno necessità per l’assistenza tecnica, per il servizio Uma, per il settore agrumario, vitinicolo e olivicolo, per la formazione sulla sicurezza, per il rilascio del patentino fitosanitario e per la programmazione prossima del piano di sviluppo rurale 2014-2020. Gli agricoltori sostengono che tutto l’indotto subirà gravi danni economici.
Sulla vicenda sono già intervenuti il sindaco di Ribera Pace, le forze politiche con in testa il capogruppo consiliare Caternicchia e stanno per mobilitarsi anche le organizzazioni professionali di Coldiretti, Cia e Confagricoltura che giudicano dannosa la riorganizzazione deliberata dalla Regione Siciliana.

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