Calamonaci: torna in paese e andrà in Germania per notizie sul padre scomparso in un lager tedesco

1949

Perde il padre militare durante la seconda guerra mondiale, scomparso tra la Grecia e un campo di sterminio in Germania. Torna nel paese natìo, Calamonaci, e tra breve andrà nei campi di concentramento tedeschi alla ricerca della tomba del genitore. Le muore un paio d’anni fa la madre che le lascia le lettere scritte di proprio pugno dal genitore. Trova nel fascicolo al Ministero della Difesa una cartolina del padre arrivata allora dal lager tedesco M. Stammlager Bonn Rhein e intraprende una serie di ricerche in Italia, in Germania e nella natia Calamonaci, dopo avere ricevuto a Roma la medaglia d’onore al valore della presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana.
I protagonisti di questa storia di oltre tre quarti di secolo fa sono il caporale Nunzio Mirabile, nato a Calamonaci, il 16 gennaio 1917, disperso in guerra, non si sa ancora dove, e la figlia Maria che, docente di scuola materna a Roma, oggi in pensione, nata a Calamonaci nel 1942, è tornata più volte al paese natìo alla ricerca di notizie sulla partenza del padre per la guerra con il 303° reggimento fanteria dell’esercito italiano.
La madre della signora Maria, Rosaria Chinzi, lascia alla figlia appena maggiorenne le lettere del padre scritte da Catania, Messina, Bari e dalla Grecia dove il genitore aveva prestato servizio militare.
Va alla ricerca del padre presso gli uffici romani di “Onor Caduti” e trova dei documenti che attestano come il padre Nunzio non sia morto in Grecia, ma sarebbe stato internato in Germania con il n. 22082 di matricola al lager di Bazeichnung da cui proviene la cartolina datata 22 giugno 1945, inviata all’indirizzo della famiglia, in corso Maggiore 15, a Calamonaci.
La signora Maria Mirabile non ha conosciuto il padre perché i suoi genitori si sono “divisi”, a causa della seconda guerra mondiale, appena quattro mesi dopo il matrimonio. Nunzio Mirabile ha avuto modo di conoscere la sua bambina, piccola, con un anno ancora da compiere, grazie alla lettera che la moglie gli ha inviato con la foto quando il marito era ancora militare in Grecia. C’è pure una lettera presso il Comune di Calamonaci nella quale si attesta che certo Antonino Geraci di Termini Imerese, già prigioniero in Germania con Nunzio Mirabile, testimonia che il caporale calamonacese si trovava nello stesso campo di prigionia chiamato “Imi” (Internati Militari Italiani) fino al marzo del 1945 quando con la fine della conflitto bellico i prigionieri abbandonarono i lager, disperdendosi.
La signora Maria Mirabile, che l’anno scorso ha partecipato a Calamonaci alla ricorrenza del 4 novembre in onore dei caduti in guerra, trova pure una cartolina della Croce Rossa Italiana che attesta che il padre pare sia stato nel campo di concentramento di Hemer, a metà strada tra Dortmund e Bonn. Da qualche contatto telefonico avuto con le associazioni dei militari scomparsi o trucidati pare che ad Hemer oggi non si trovi più niente. Non c’è alcuna registrazione o testimonianza dell’anagrafe e degli eccidi dei militari italiani da parte di tedeschi.

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