Burgio: Si incontrano 25 sindaci per l’acqua pubblica. Delibere di consigli da inviare alla Regione Siciliana

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Tornano a tuonare i sindaci agrigentini che vogliono gestire in proprio il servizio dell’acqua pubblica. Nella sala consiliare “Livatino” si sono incontrati, in un vertice, ben 25 sindaci agrigentini di quei comuni che non hanno le reti idriche a Girgenti Acque e dei paesi che invece l’hanno fatto. E’ stato concordato all’unanimità di convocare i consigli comunali e di approvare, entro la prima settimana di luglio, le delibere, ad indirizzo politico, con la proposta del testo di legge esitato dalla 4^ commissione Ambiente dell’Ars che richiama il ddl approvato dai consigli comunali, provinciali e associazioni varie per fare tornare pubblica la gestione della distribuzione dell’acqua potabile.

Ferrantelli Vito
Per la prima volta era presente a Burgio, dopo 7 anni, Agrigento con l’assessore Fontana e i primi cittadini neoeletti di Siculiana e di Cammarata. “Scriveremo delle lettere – ci dice il sindaco di Burgio Ferrantelli (nella foto) – all’assessore all’Energia Vania Contraffatto per chiedere la revoca delle diffide, inviate a ben 17 comuni agrigentini che non hanno consegnato le reti idriche, richiamando la legge n. 2/2013 che recita come i comuni, che non hanno consegnato gli impianti, possono gestire in proprio il servizio, in attesa di una urgente legge di settore perché, diversamente, la Regione Siciliana rischia il commissariamento da parte dello Stato”.
Tutti e 25 sindaci hanno sottolineato che l’obiettivo comune è quello dell’approvazione della legge regionale che deve consentire ai sindaci di potere scegliere la forma di gestione idrica migliore.

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