Ancora tasse: ecco la Tares, in vigore a maggio, più cara a dicembre

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La Tares è un’imposta in materia di gestione dei rifiuti introdotta da una legge del 2011 che va a sostituire le vecchie imposte sul pattume (Tarsu e Tia). La nuova tassa racchiude in un solo tributo tutte le voci riguardanti la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati, nonché le maggiorazioni relative all’illuminazione e alla manutenzione delle strade da parte dei Comuni. L’imposta viene determinata su base annua a seconda della quantità e della qualità dei rifiuti prodotti per ogni singola unità di superficie.

Il tributo, che peserà in particolare su famiglie numerose e imprese, entrerà in vigore a maggio anziché a luglio. La maggiorazione di 30 centesimi al metro quadro verrà adottata invece a partire da dicembre e andrà a finire direttamente nelle casse dello Stato, il quale, secondo i calcoli, avrebbe un introito di due miliardi in più rispetto a quanto avveniva con le vecchie imposte.

Ciò implica che lo Stato rimpinguerà le sue casse, ma i comuni resteranno a secco. Dunque i cittadini non potranno usufruire in maniera diretta dei fondi derivati dal pagamento delle imposte. Questi soldi infatti, se incassati dai comuni, potrebbero essere investiti nella realizzazione di opere di utilità pubblica.

Questo è quello che è stato deciso a seguito di un incontro tra governo e Anci. Si terrà un secondo incontro per definire i particolari tecnici dell’intesa. Le scadenze per il pagamento della Tares sono previste per maggio, luglio e dicembre.