Complice la mancanza delle piogge, la situazione idrica per uso civile e agricolo in tutta la provincia è sempre più drammatica perché l’acqua, da tempo invasata nelle dighe, diminuisce di giorno in giorno sia per i consumi e anche per l’evaporazione, considerando ancora le alte temperature. A fornire nel dettaglio le cifre della quantità d’acqua presente negli invasi è l’Autorità di Bacino della Regione Siciliana che mensilmente pubblica i dati delle 30 dighe e che quotidianamente fornisce i dati sull’acqua destinata ad uso potabile. Alla data del 1° settembre scorso, l’acqua invasata 9 nelle dighe agrigentine era di 21,10 milioni di meri cubi, circa 2 milioni in più della quantità contenuta a settembre 2024.
Nonostante la quantità maggiore, popolazioni e agricoltori, oggi soffrono la penuria d’acqua che non basta più per i serbatoi comunali e per irrigare migliaia di ettari di frutteto, agrumeto, oliveto e pescheto dalla Valle del Belice, passando per Sciacca e Ribera, per arrivare alle aree delle colture ortive di Licata, Canicattì, Naro e Palma di Montechiaro.

Queste le cifre fornite ieri dall’Autorità di Bacino sull’acqua negli invasi, tra parentesi riportiamo i dati del settembre dell’anno scorso: Arancio di Sambuca di Sicilia sul fiume Carboj 4,27 mln di metri cubi (6,54 mln); Castello sul Magazzolo a Bivona 4.71 mln (5,10 mln); Fanaco di Castronovo di Sicilia 2,30 mln (0,00 mln); Furore di Naro sul Burraito 0,56 mln (0,75 mln); Gammauta di Palazzo Adriano sul Sosio 0,11 mln (0,12 mln); Gorgo di Montallegro sul Fosso di Gurra 0,29 mln (0,48 mln); Leone di Santo Stefano Quisquina sul Verdura 3,11 mln (0,00 mln); Raia di Prizzi sul Sosio-Verdura 1,49 mln (1,94 mln); San Giovani sul Naro 4,24 mln (4,22 mln).
Ciò che salta subito agli occhi sono i dati che riguardano i laghi del Fanaco e di Piano Leone che, ambedue ad uso potabile, l’anno scorso a settembre erano totalmente vuoti, azzerando le risorse idriche ad indirizzo civile. Negli altri invasi le quantità idriche si sono equivalse e l’aumento di circa 2 milioni di metri cubi è stato registrato solo al Fanaco e a Piano Leone. La situazione più pesante è stata registrata nell’area dei Monti Sicani che si affaccia con circa 12 comuni agrigentini sulle valli dei fiumi Verdura, Magazzolo e Platani dove non piove da oltre un anno.
Poco è stato fatto, con l’acquisto di tre motopompe da parte della Regione Siciliana, per convogliare nella diga Castello l’acqua del Verdura che invece in buona parte è andata a mare. Migliaia di agricoltori hanno irrigato gli agrumeti appena due volte, sperando in una terza irrigazione di soccorso che non c’è stata. Assemblee quotidiane degli agricoltori e viaggi della speranza del sindaco di Ribera Matteo Ruvolo e di alri amministratori comunali a chiedere un po’ di acqua per le campagne. “Ci avevano promesso – dice Ruvolo – che avremmo utilizzato perfino le zattere con motopompe per prosciugare le dighe; l’ennesima decisione è attesa per domani (venerdì) da una delle tante riunioni palermitane”.





