Ribera: Impianti fermi e acqua a mare

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Il fiume Sosio-Verdura, nell’Agrigentino, ricchissimo di acqua, è stato nei decenni una fortuna per la pregiata agricoltura e per le popolazioni ad uso civile. In un periodo di siccità e di emergenza idrica, l’acqua continua ad andare a mare perché il liquido non viene pompato nei laghetti collinari aziendali e non viene immagazzinato nella diga Castello. Oggi tutto è fermo, sia le motopompe di Poggio Diana sul Verdura, a Ribera, e sia l’adduttore dalla traversa di Gammauta alla diga Castello di Bivona. L’acqua che scorre sul letto del fiume va a mare.

Gli agricoltori della parte occidentale della provincia sono disperati perché non avranno acqua a sufficienza per irrigare gli agrumeti. Partiamo da Poggio Diana dove le pompe sono spente perché un cittadino ha diffidato, con un legale e con parere tecnico, sia il Comune che il consorzio di bonifica AG 3, in quanto il rumore della pompa, situata fuori dall’abitato, in contrada “Picciridda”, disturberebbe la quiete pubblica. Il comune sta incaricando l’Arpa per la misurazione in decibel dell’intensità del suono del motore che pompava l’acqua nei laghetti collinari del territorio, parecchi ancora vuoti, come lamentano gli agricoltori.

A questo si aggiunge il fatto che gli operatori del consorzio irriguo, 220 unità di ruolo in provincia, sono in stato di agitazione da tempo perché da circa tre mesi non ricevono lo stipendio e non hanno i soldi per acquistare il carburante per i mezzi privati che li trasportino sui luoghi di lavoro. Hanno minacciato di rimanere fermi nelle sedi zonali. Sono previste assemblee sindacali dei lavoratori a cominciare da domani, martedì. Le pompe intanto restano mute, con l’acqua a mare, inutilizzata.

La situazione non è migliore sull’alto Sosio, a nord di Burgio, dove l’adduttore, che per caduta naturale e a costo zero, trasportava l’acqua all’invaso di Bivona, è stato fermato prima perché stranamente nell’invaso di Gammauta c’era poca acqua e poi perché l’Enel, che è la concessionaria idrica per la centrale elettrica di San Carlo, aveva in programma da tempo il collaudo delle paratie della dighe con un intervento che – come sollecitava il sindaco di Ribera Matteo Ruvolo – poteva essere eseguito nella stagione tardo-autunnale quando l’acqua non era più necessaria per l’irrigazione. Le fluenze del bacino, ancora notevoli a maggio, con lo stato di emergenza rinnovato di recente per un anno, vanno a mare. C’è in corso lo studio di fattibilità di una diga, ma occorrono anni e corposi finanziamenti.