Beni confiscati alla mafia: consiglio straordinario e bando pubblico

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Consiglio comunale straordinario in campagna nelle terre confiscate alla mafia, adesione del comune di Ribera al consorzio agrigentino per la legalità e lo sviluppo e indizione di un nuovo bando pubblico per l’assegnazione in concessione dei beni alle associazioni che ne faranno richiesta. Sono state queste le iniziative che sono venute fuori dal Social Forum di “Sos Democrazia” che si è svolto a Ribera per affrontare i problemi legati all’assegnazione e all’avvio delle imprese sui terreni confiscati alla mafia. Ad avanzare tali proposte è stata Rosa La  Plena che è un’esperta nazionale  nella gestione dei beni confiscati.

Nel territorio di Ribera i beni immobili, già confiscati alla mafia e consegnati al comune fin dal luglio del 2008, sono sei appezzamenti di terreno, quasi tutti situati nelle contrade di Monte Sara e Maenza, e un capannone a destinazione commerciale e industriale. Si tratta di circa 100 mila ettari di terreno su cui insistono dei fabbricati rurali in parte abbandonati. Le proprietà sono state sequestrate ad alcune famiglie mafiose di Cattolica Eraclea e sono state destinate alla civica amministrazione riberese perché situate in agro di Ribera.

Il comune di Ribera, nell’agosto del 2009, fece pubblicare un bando sulla gazzetta ufficiale della Regione Siciliana e all’albo pretorio comunale per l’affidamento dei beni in questione a cooperative giovanili a carattere sociale per la produzione e la lavorazione di prodotti agricoli. La gara andò deserta e venne suggerita l’adesione al consorzio agrigentino per la legalità e lo sviluppo per coinvolgere una più vasta platea di soggetti potenzialmente interessati. Nel 2010 una cooperativa riberese chiese l’assegnazione dei beni, ma senza gara. Venne avanzato allora un parere giuridico all’Agenzia del Demanio di Palermo e alla Prefettura e il comune è in attesa ancora di una risposta. La proposta di convocazione di un consiglio comunale nelle terre confiscate alla mafia potrebbe essere una provocazione per sbloccare tutte le remore burocratiche.

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