La città e la sua popolazione sono incredule e sbigottite per la grave tragedia che ieri ha colpito la comunità dove per tutto il pomeriggio è stato un via vai di ambulanze ed elicotteri del 118 che hanno fatto la corsa veloce verso gli ospedali, dopo avere attirato l’attenzione dei cittadini che hanno partecipato emotivamente a tutte le fasi di una vicenda raccapricciante che ha visti coinvolti i bambini e la loro madre.
I commenti a caldo della popolazione, per le strade e nel centro storico di via Cinquemani Arcuri, è stato unanime. “Ferma condanna per un gesto che stava per determinare una tragedia che ha interessato una famiglia intera – è questo il commento a caldo dei ciancianesi, alcuni accorsi nei pressi dell’abitazione della famiglia Alba – nessuno si aspettava un tale dramma che ci ha scossi e ci fa palpitare ancora per le condizioni gravi dei due bambini”.
Particolarmente scorso è apparso subito il sindaco Francesco Martorana che, inizialmente sbigottito e incredulo, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione perché, nonostante la città fosse piombata nel buio più pesto, ha dovuto presenziare ai lavori del consiglio comunale per alcune scadenze amministrative urgenti ed inderogabili. Con la testa pare che fosse davanti alle sale operatorie degli ospedali di Ribera e di Palermo. Amici e amministratori comunali, a lui vicini, hanno fatto capire che il primo cittadino parlerà forse domani quando spera di ricevere notizie confortanti soprattutto dallo stato di salute dei bambini della famigliola, la cui tragedia, per via del richiamo mediatico a livello nazionale, sta impressionando tutta l’Italia.
Chi ha la memoria storica della cittadina è Eugenio Giannone che non ricorda che in passato siano avvenuti fatti che hanno scosso ieri la coscienza di tutti. Il prof. Giannone, ciancianese, docente di liceo a Bivona, oggi in quiescenza, operatore culturale, è esterefatto. “L’attenzione è concentrata – dice – sul fatto che i protagonisti siano stati la mamma con i due bambini in tenera età. “I figli sono pezzi di cuore” diceva Eduardo De Filippo nelle sue opere teatrali e per questo non si toccano”. Noi abbiamo avuto in pochi attimi di violenza una tragica situazione inimmaginabile che tocca i nostri cuori e la nostra coscienza”.
Cianciana è sbigottita dal pomeriggio di ieri perché la città è conosciuta e rinomata non solo in Sicilia, ma nella penisola ed anche all’estero in quanto continua ad ospitare turisti e visitatori che, arrivano da tutto il mondo, per trascorrere delle vacanze tranquille e per acquistare case che vanno in ristrutturazione. Carmelo Panepinto, operatore turistico locale da anni, è incredulo su come possa essere avvenuto una tale vicenda. “Ci dovremmo interrogare tutti – afferma – per capire se la tragedia poteva essere evitata, risparmiando tanta sofferenza agli interessati e sentito dispiacere a tutta la collettività”.
In paese non ci sono state in passato momenti così drammatici. I più anziani ricordano la vicenda di un ciancianese che si è tolto la vita proprio l’indomani della scomparsa della moglie, Niente altro di grave a livello familiare. Anche la chiesa locale oggi si interroga velocemente su quanto avvenuto fulmineamente nel primo pomeriggio. Ieri sera si è svolta presso la chiesa madre una riunione del comitato parrocchiale alla quale hanno preso parte l’arciprete don Emanuele Casola e una trentina di parrocchiali che hanno voluto esaminare la situazione che ha coinvolto un intero nucleo familiare e che ha sconvolto una collettività che non avrebbe mai immaginato la terribile circostanza che ha colpito maggiormente i più piccoli, innocenti, in un dramma familiare che forse poteva essere evitato.





