Ribera: Richiesta all’Enel la sospensione di produzione dell’energia elettrica per invasare l’acqua nelle dighe

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La richiesta del sindaco Matteo Ruvolo e degli agricoltori e di amministratori comunali di ben 14 comuni è stata quella di chiedere all’Enel la sospensione della produzione dell’energia elettrica realizzata con l’acqua del fiume Sosio-Verdura e di destinarla all’invasamento nella diga Castello per l’utilizzazione estiva a scopo irriguo nei giardini delle tre vallate e per gli usi civili delle popolazioni. L’appello è stato proposto all’assessore regionale all’Agricoltura Lucca Sammartino che, con i dirigenti della Regione, del consorzio di bonifica Agrigento 3, dell’Enel, ha preso parte al partecipato vertice agricolo che si è svolto giovedì sera al palazzo comunale riberese. Numerosi erano arrivati, tra coltivatori e autorità istituzionali, al capezzale dell’agricoltura comprensoriale, in circa 14 mila ettari di frutteto, per chiedere interventi immediati perché tutte le dighe del territorio sono vuote per mancanza di piogge. Tra l’altro l’assessore Sammartino ha pure detto : “Preghiamo il Cielo che ci mandi una pioggia sufficiente”.

Tra le autorità istituzionali erano presenti l’assessore Sammartino, il commissario per l’emergenza idrica Cartabellotta, i dirigenti del consorzio Giarraputo e Tomasino, il sindaco Ruvolo, l’on. Pace, il dirigente Enel Cicero e buona parte dei sindaci del comprensorio. Tanti erano gli agricoltori del comprensorio, i quali, parecchio agitati e preoccupati per la siccità, hanno chiesto interventi immediati per la prossima stagione irrigua, pur plaudendo ai progetti di opere irrigue progettate, finanziate e annunciate a medio e lungo termine. Bisognerà subito chiedere all’Enel di bloccare la produzione elettrica sull’invaso Gammauta, negli impianti di Favara di Burgio e di Poggio Diana di Ribera, per trasferirla con la bretella per caduta alla diga di Bivona.

E’ stato annunciato dall’Autorità di Bacino e dal Commissario per l’Emergenza l’autorizzazione in deroga per gli agricoltori al prelievo in proprio con motopompe dell’acqua del Sosio-Verdura per evitare di perderla a mare e la creazione di un osservatorio permanente delle acque con finanziamenti e una task-force di lavoratori consortili per le urgenze di manutenzione ed irrigue. E’ stato ricordato anche che il bacino irriguo del Sosio-Verdura, con i suoi 355 kmq di superficie, può salvare l’agricoltura, solo se piovesse per qualche settimana.

Per le opere a medio e lungo termine sono state annunciate le opere di collegamento delle dighe Gammauta-Arancio-Castello, delle reti irrigua nell’area sottesa Scirinda e Borgo Bonsignore a Ribera, sul Gorgo a Montallegro e sul ripristino di ben 31 progetti oggi con i finanziamenti del Fondo Sciale Europeo, di cui ben 7 di competenza del consorzio Agrigento 3, i quali erano stati bocciati nella prima stesura delle opere del PNRR.