Ribera: A Borgo Bonsignore gli immobili saranno assegnati solo a scopi turistici e culturali

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Gli immobili della località di Borgo Bonsignore, a 7 chilometri da Ribera, quasi sul mare, nata negli anni del fascismo ed inaugurata nel 1940, oggi restaurati con un finanziamento di 2,2 milioni di euro della Regione Siciliana, non saranno assegnati alle famiglie riberesi che li hanno avuti in gestione per oltre mezzo secolo, ma saranno destinati ad associazioni, persone fisiche e gruppi di volontari che puntino esclusivamente sullo sviluppo e valorizzazione della borgata ai fini culturali, turistici, commerciali ed economici, come previsto dal Demanio della Regione Siciliana, proprietaria di tutto il tessuto urbano, che è stato gestito in convenzione nel corso dei decenni dall’Ente di Sviluppo Agricolo di Palermo.

Questo è quanto venuto fuori martedì scorso nella sede Esa di via Libertà a Palermo nel corso della conferenza dei servizi alla quale hanno partecipato il commissario Carlo Turriciano per l’Esa, Silvio Cuffaro per il dipartimento Finanze e Patrimonio della Regione, l’architetto Calogero Licata per la Soprintendenza ai BB.CC.AA., il Rup Carmelo Bennardo, il sindaco di Ribera Matteo Ruvolo e l’assessore comunale Giovanni Di Caro.

Si tratta di un provvedimento normativo regionale che rappresenta una doccia gelata per decine e decine di nuclei familiari che hanno avuto in affidamento gli immobili sui quali sono stati eseguiti in passato pure dei lavori. Le famiglie, che vogliono utilizzare le abitazioni restaurate, dovrebbero creare delle associazioni con lo scopo dichiarato di utilizzarle con attività a fini di turismo e cultura, e non ad uso civile, privato. Saranno previsti, come da prescrizioni, dei bandi pubblici aperti che saranno pubblicati prossimamente.

Si apre contemporaneamente il problema della gestione della borgata. Ne hanno dato contemporaneamente disponibilità sia il Comune di Ribera e che il Parco Archeologico Valle dei Templi, gli enti preposti sul territorio. Il sindaco Ruvolo chiederà l’affidamento della borgata. Intanto, per completare tutta l’opera urbana servono subito altri 200 mila euro che potrebbero essere individuati tra le pieghe dei bilanci del Dipartimento regionale Finanze e Patrimonio o dell’Esa. Si allungano così i tempi per la chiusura del cantiere.